lunedì 25 ottobre 2010




6 DOMANDE E 6 RISPOSTE SUL CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA: PERCHE'RIFONDAZIONE SCEGLIE LA STRADA DELLA FDS.



D. La scelta di Rifondazione Comunista di costruire la Federazione della Sinistra è coerente con quanto abbiamo detto in questi anni?

R. Sì, è coerente. A Chianciano il Prc, dopo il risultato disastroso della Sinistra Arcobaleno, ha respinto il tentativo di sciogliere il partito. Dire che Rifondazione esiste per l'oggi e per il domani non significa scegliere l'isolamento e la solitudine e rinunciare a cercare strade unitarie. Significa lavorare per l'unità della sinistra di alternativa proponendo una modalità che unisca davvero, come era scritto nel documento politico approvato dal congresso di Chianciano. Significa lavorare nella direzione della crescita e della ricomposizione delle vertenze e delle lotte, dei soggetti sociali, di movimento, politici, che si battono per cambiare da sinistra. Significa inserire il percorso del Prc in un percorso più ampio, senza che nessuno (e tanto meno noi) sia obbligato a sciogliersi, a cambiare la propria identità politica, a rinunciare ai propri simboli. Per questo abbiamo avanzato, insieme ad altri, la proposta della Federazione della Sinistra. E la ricerca dell'unità della sinistra politica e sociale ha caratterizzato, con risultati ora positivi ora negativi, gran parte della storia di Rifondazione Comunista. Di certo, oggi ancora più di ieri, superare la lunga stagione delle scissioni è necessario.



D. Chi ha aderito fino ad ora alla Federazione della Sinistra?


R. Rifondazione Comunista, il Pdci, Socialismo 2000 (il movimento di Cesare Salvi) e Lavoro e Solidarietà (l'associazione di Gianpaolo Patta). Queste sono le forze "fondatrici" della Federazione. Il processo unitario è ovviamente un processo aperto: per questo, al di là dei soggetti fondatori, ci rivolgiamo a tutte quelle forze sociali e politiche che si collocano sul terreno della sinistra di alternativa e dell' autonomia dai poteri forti. Alla Federazione, oltre a soggetti organizzati (partiti, associazioni, comitati..), possono aderire singoli. E' infatti possibile, per chi non è iscritto a nessuna delle forze organizzate già aderenti, iscriversi direttamente alla Federazione della Sinistra. Quest'ultimo aspetto è per noi molto importante, perchè in realtà la scissione più significativa che ha in questi anni segnato la sinistra riguarda proprio quelle compagne e quei compagni che, delusi, si sono allontanati dalla politica o che pensano che tutti sono uguali e non c'è più niente da fare.



D. Come funziona il congresso della Federazione della Sinistra?


R. In primo luogo non si tratta di un congresso ordinario, ma del congresso fondativo. Sarà tutto basato sulla discussione e sul confronto politico, e non sull'ossessione di misurare i rapporti di forza interni. I congressi territoriali (comunali e intercomunali), infatti, discuteranno e voteranno il documento politico congressuale approvato nel luglio scorso dal Consiglio Nazionale della Federazione, ma non voteranno delegati. Il documento politico - sostenuto da tutte le forze che aderiscono alla Federazione - può ovviamente essere emendato o gli si possono contrapporre documenti alternativi. Non si faranno in questa fase nè congressi provinciali nè regionali. Oltre ai congressi territoriali, si terrà il congresso nazionale cui parteciperanno 600 delegati indicati direttamente dalle forze che aderiscono alla Federazione della Sinistra. Tra i delegati - oltre a quelli indicati dalle forze politiche - avranno ovviamente spazio e saranno rappresentati anche i/le compagne/i che hanno aderito direttamente alla Federazione. Il congresso nazionale, inoltre, ha il compito di discutere e approvare lo Statuto nazionale della Federazione della Sinistra. Tale scelta è molto importante, poichè lo Statuto detterà le regole e le modalità stabili di funzionamento della Federazione della Sinistra. Possiamo perciò dire che, per la prima volta dopo anni, facciamo un congresso con un documento che fa da base della discussione congressuale, e non con 5 mozioni contrapposte. E possiamo altrettanto dire che, per la prima volta, compagne e compagni che hanno percorso strade politiche diverse si troveranno a discutere insieme e a praticare la costruzione di una strada finalmente unitaria.



D. Quali sono le coordinate politiche di fondo e i valori della Federazione della Sinistra?

R. Innanzitutto il nodo dell'anticapitalismo. Il capitalismo è basato strutturalmente sull'ingiustizia sociale e sullo sfruttamento, e la crisi che lo attraversa rende questi aspetti ancora più evidenti e brutali. Per questo noi diciamo, ancora una volta, che un altro mondo è possibile e necessario. La centralità del lavoro: proprio la manifestazione del 16 ottobre ha dimostrato che si può e si deve ricostruire un movimento e una vera opposizione politica e sociale che parta in primo luogo dalla difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. La pace e il disarmo: ritiriamo le nostre truppe dall'Afghanistan, ora e subito. La laicità: basta alle ingerenze del Vaticano, che vuole continuare ad imporre un fondamentalismo familista basato sull'ipocrisia. La difesa dei beni comuni: no al nucleare e sì alla grande vertenza referendaria dell'acqua pubblica. Il diritto al sapere e la difesa della scuola pubblica: sostegno pieno al movimento degli studenti, degli insegnanti, dei precari, dei genitori, dei ricercatori che si batte contro i tagli brutali della Gelmini.



D. La Federazione della Sinistra come pensa di contribuire alla sconfitta di Berlusconi?

In primo luogo Berlusconi va appunto sconfitto, e perciò è necessario lavorare per una crescita dell'opposizione politica e sociale nel Paese. L'opposizione non può limitarsi a sperare che Berlusconi e Fini continuino a litigare fino a provocare la caduta del governo. L'opposizione deve lavorare per cambiare il clima sociale nel Paese. E se si va al voto anticipato, la Federazione della Sinistra propone un'alleanza democratica che si ponga l'obiettivo di sconfiggere Berlusconi, basata sulla difesa della Costituzione e dei suoi valori (lavoro, scuola, diritti in primo luogo); sulla necessità di cambiare la legge elettorale, superando la stagione del bipolarismo e del maggioritario, e di fare finalmente una legge sul conflitto di interessi. Un'alleanza di questo genere è un passaggio ineludibile per mandare a casa il governo che, più di ogni altro esecutivo nella storia repubblicana, ha lanciato l'assalto contro la Costituzione, lo Statuto dei lavoratori e i diritti in generale. E la legge elettorale esistente obbliga ad ampie alleanze se si vuole sconfiggere lo schieramento avversario. Ma come abbiamo detto più volte, pensiamo che non ci siano le condizioni per una presenza da parte nostra in un governo insieme al Pd. Le posizioni sui temi di fondo nel Paese, dall'economia alla politica estera ai diritti civili, sono troppo distanti e diverse. Proponiamo perciò che tutte le forze democratiche si alleino per sconfiggere Berlusconi. Dopodichè noi siamo per investire in primo luogo nella prosecuzione del lavoro politico e sociale perchè - anche se ci riesce di sconfiggere Berlusconi - i poteri forti come Confindustria e il Vaticano rimangono. C'è bisogno di una sinistra che continui a lavorare in primo luogo per costruire il conflitto sociale, senza essere imprigionata in un governo moderato, e che lanci davvero la sfida ai poteri forti.



D. Quali sono i rapporti tra la Federazione della Sinistra e Sel, il partito di Vendola?

R. Noi pensiamo, intanto, che tutte le forze di sinistra debbano stringere un patto di azione a partire dai contenuti. Perciò per noi è importante lavorare anche con Sel. La pensiamo diversamente sulle primarie, proposte -tra gli altri - in particolare proprio da Vendola. Partecipare alle primarie significa partire dal presupposto dell'appartenenza al centrosinistra e ad un eventuale governo. Non è la nostra posizione. Noi pensiamo che il problema principale sia, attraverso la partecipazione, ricostruire la politica come luogo collettivo e plurale, il conflitto sociale come pratica condivisa - e non la ricerca di un leader. I progetti della Fds e di Sel sono quindi, anche per questo, diversi. Perciò questa la nostra proposta: autonomia - ovviamente - rispetto alle cose su cui non siamo d'accordo; unità d'azione sugli aspetti, a partire dai contenuti, su cui la pensiamo allo stesso modo.


Nando Mainardi, segretario regionale Prc Emilia Romagna

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