domenica 4 aprile 2010

CONSIGLIO COMUNALE 21/01/2010



Alcune note sul bilancio preventivo 2010 e triennale 2010 2011 2012


Questo bilancio non mi sembra molto brillante: aumentano le entrate legate ai tributi (ICI, TARSU ecc…) nonostante la profonda crisi economica che colpisce la Valle e che dovrebbe portare ad una diminuzione delle entrate delle famiglie. Pensiamo all’addizionale IRPEF che nella sua applicazione non subisce alcuna modifica (invariata l’aliquota e invariata la fascia del reddito esente, 10.000 € ) eppure il suo importo è indicato in aumento. Spero che tutto ciò non sia legato alle previsioni positive di Confindustria sulla crisi.
Ma il Comune non è un’azienda, è un istituzione pubblica che deve pensare ai suoi cittadini e non al profitto. Al massimo potrebbe essere paragonato ad una cooperativa.
Eppure, nonostante la crisi, la Giunta comunale non interviene per tentare di alleviare le difficoltà dei cittadini meno abbienti, non so, se facciamo riferimento all’addizionale Irpef, aumentando la fascia dei redditi esente a 15.000,00 euro e l’aliquota di mezzo punto. Sono molte le soluzioni…
Vedremo a consuntivo….

Qualcosa mi dice che visto l’andamento del bilancio soprattutto per quanto riguarda i trasferimenti ridotti da parte della Regione - nel 2011 - ci sarà la sorpresa: l’aumento delle tasse. Non oggi che ci sono le elezioni comunali.

Bilancio che come dicevo vede nel complesso dei trasferimenti della regione un aumento dovuto soprattutto alla presa in carico dei famosi 39 bidelli. Per il 2010 e poi si vedrà.

Nelle entrate extratributarie, voce di primaria importanza sono diventate le multe ed in particolare il 2010 sarà l’anno boom delle multe. il Comune ha creato infatti le zone pedonali e a ztl, per fare cassa grazie alle telecamere di sorveglianza. Telecamere che nei prossimi mesi saranno cambiate (altri soldi spesi) per avere un miglior controllo e per impedire che qualcuno possa sfuggire al suo castigo.
Il costo di queste naturalmente saranno a carico della comunità…

Certo questi servizi non li possiamo far fare ai vigili urbani che magari farebbero il loro lavoro scoraggiando con la loro presenza atti illeciti. La presenza dei vigili avrebbe due conseguenze negative: costano e non incassano quanto le telecamere. Inoltre non abbiamo abbastanza forze di polizia perché sono sotto organico e poi sono impegnate a fare i servizi di controllo con le altre forze di polizia.
Un bilancio caratterizzato da un ingente alienazione di beni per 4.650.000 € senza i quali l’amministrazione comunale si troverebbe maggiormente in difficoltà e che i revisori dei conti non hanno intercettato perché scrivono che le alienazioni e i trasferimenti in conto capitale sono diminuiti.
Insomma un bilancio contrassegnato da previsioni sulle entrate da tributo misteriose, da trasferimenti regionali in calo e pertanto dalla necessità di fare cassa: multe e alienazioni sono infatti entrate significative di questo bilancio.

Certo non è il bilancio di un comune che vista la crisi impegna maggiori fondi per i meno abbienti che non sono solo i poveri ma anche quelli che come si dice non riescono arrivare a fine mese o che devono per necessità rinunciare ad alcune spese per pagare l’affitto e comprarsi da mangiare. Livelli pertanto differenti di difficoltà ma esistenti anche ad Aosta.
Ma non è neanche il bilancio di una città che vuole governare il proprio futuro: pensiamo al piano strategico, al piano della viabilità, al nuovo ospedale, alla pedonalizzazione di alcune zone come quella dell’Arco d’ Augusto, che è tornata ad essere quella di prima nella sua viabilità con l’aggiunta di un ponte bianco quasi inutile, ma carino che fa il paio con quello di bianco di Pollein, quasi, quasi potremmo venderlo per fare cassa o almeno per recuperare i soldi spesi, alla gestione della cittadella dei giovani che non deve solo organizzare concerti, ma anche occuparsi dei giovani, delle loro aspirazioni e dei loro problemi.
Un comune che non ha saputo dimostrare la propria autonomia politica dall’ente regionale erogatore dei fondi nonostante la compagine politica simile PD a parte.

Un comune che dice di voler rendere partecipe i cittadini delle scelte dell’Amministrazione comunale, ma che, a parte qualche sporadico intervento del “popolo della rete”, non è riuscito a creare una vera di comunicazione con i comitati di quartiere che chiedono di essere istituzionalizzati – succederà nella prossima legislatura?
Un’amministrazione dovrebbe avere con i suoi amministrati ed in particolare con le associazioni di cittadini come i comitati di quartiere o i comitati spontanei che nascono anche sul singolo tema.

Un atteggiamento non certamente positivo:
pensiamo alle richieste del comitato del V.le della pace alle quali il comune ha risposto mesi dopo quando un consigliere ha deciso di fare una mozione che riguardava le richieste del comitato;
pensiamo al gruppo di cittadini preoccupati che si sono riuniti per capire quanto accadeva e accadrà nella loro zona con il PUD di V.le F. Chabod e con gli altri progetti di trasformazione della zona; pensiamo al comitato del quartiere Dora che ha semplicemente richiesto di attuare quanto previsto dal progetto di quartiere II e cioè di rendere partecipe la popolazione al progetto, non facendo solo delle assemblee ma informando e valutando le risposte dei cittadini: la parola d’ordine doveva essere condivisione;
pensiamo ai comitati che sono mal considerati perché non condividono le scelte dell’amministrazione comunale come quando si sono preoccupati dei rischi che possono correre i futuri abitanti di zone troppo vicine alla Cogne e sono stati accusati dalla maggioranza in comune di essere portatori di altri interessi;
pensiamo al ponte sul torrente Buthier, opera inutile in questo momento che doveva essere costruita alla fine della realizzazione di un percorso che avrebbe portato prima alla pedonalizzazione dell’area dell’arco d’Augusto e poi alla costruzione del nuovo ponte;
pensiamo alla politica di un comune dove conta di più l’apparire che l’essere come dimostra la costruzione della Cittadella dei Giovani, bella e importante struttura per i giovani e l’eliminazione del servizio di educatori di strada, il servizio che serve proprio a prevenire il disagio giovanile.
Una cittadella che assorbe energie umane e economiche distogliendole dal territorio tant’è vero che le amministrazioni che avevano deciso di occuparsi dei giovani nei loro comuni si trovano con ben pochi fondi perché anche la regione ha deciso di finanziare il “bel luogo” piuttosto che le piccole realtà del territorio.
pensiamo ad un comune che decide di occuparsi della crisi finanziando la pubblicità gratuita degli esercenti che nella settimana conclusiva di ogni mese fanno i loro sconti:
pensiamo ad un comune il cui Assessore alle Attività produttive si dice più tranquillo perché il saldo tra esercizi chiusi e aperti è per la prima volta positivo nonostante i negozi continuino a chiudere jn centro come nelle zone limitrofe.

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