venerdì 9 aprile 2010

CANDIDATURE e PRIMARIE A SINDACO DELLA CITTA DI AOSTA 11aprile 2010




Le primarie a Sindaco sono state organizzate dall'ALLEANZA AUTONOMISTA PROGRESSISTA formata da ALPE, FEDERAZIONE DELLA SINISTRA (prc e pdci) e ASSOCIAZIONE LORIS FORTUNA e si terranno domenica 11 aprile 2010 nei seggi allestiti in appositi gazebo nelle seguenti località:

Via Croce di Città – Viale della Pace – Arco d’Augusto – Quartiere Cogne (Immacolata) – Quartiere Dora – Via Conte Crotti – Excenex – Signayes – Porossan)

I candidati a Sindaco alle primarie sono tre:
Paolo Momigliano Levi, PER LA SINISTRA;
Carlo Curtaz per l'ALPE;
Mario Vietti per l'ALPE.

Invitiamo tutti cittadini a partecipare perché è solo con la partecipazione dal basso, che si potrà costruire un’alternativa all’attuale sistema di potere unionista e alle sue recenti derive verso l’attuale Destra berlusconiana e leghista.

Ricordiamo a tutti che l'Allenaza tiene aperte le porte al PD che non ha ancora deciso cosa farà da grande!!!

Date fiducia all'Alleanza Autonoista Progressista

PAOLO MOMIGLIANO LEVI:Conosciamo il candidato alla carica di Sindaco della sinistra alle primarie del comune di Aosta.





estratto dell'intervista di Alessandro Pascale al candidato a Sindaco della Sinistra alle primarie dell'11 aprile 2010, organizzate dall'Alleanza Autonomista Progressista in occasione delle elezioni comunali di Aosta (leggi tutto sul sito del PRC o sul Bog dedicato agli amici e sostenitori del candidato


Quando e perché hai iniziato a far politica?

Personalmente credo che si possa far “politica” ovunque e spero che la mia passata attività d’insegnante e di ricercatore abbia fornito occasioni di riflessione e stimoli al pensiero critico. Se dopo una vita spesa in questo lavoro, oggi ho sentito il dovere di scendere in campo è perchè da uomo e da cittadino mi sembra di poter cogliere, riferite al presente, quella crisi della democrazia rappresentativa e quella speculazione ideologica ed economica sulle componenti della società più facilmente strumentalizzabili, le cause di fondo che hanno aperto la strada all’autoritarismo ed alla cancellazione dello Stato di diritto e dei diritti/doveri dei cittadini.

Che significato dai alla politica? Quali sono i tuoi valori?


I miei valori ruotano attorno al rispetto della persona, che è poi rispetto della sua dignità, nel lavoro e nella partecipazione al bene comune, con un forte impegno per la giustizia sociale,

Vorrei essere guidato nelle mie azioni, soprattutto da primi due articoli della Costituzione,: “L’talia è una repubblica fondata sul lavoro…. Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge….” E vorrei qui richiamare un altro principio fondamentale: quello per cui tutti devono contribuire al progresso sociale in misura dei propri averi: le tasse costituiscono nella forma più tangibile, la base di una reale sensibilità per il bene comune. Chi non le paga deve essere escluso dai servizi pagati dalla cittadinanza.

Cosa ne pensi dell’attuale situazione italiana? Come giudichi l’operato del governo Berlusconi?

La risposta a questa domanda è contenuta in quanto ho detto sopra. Potrebbe essere riassunta in uno stato d’animo che non avevo sin qui provato nei decenni della “prima repubblica”, quantunque non esente da gravi difetti: ed è uno stato d’animo prodotto dalla vergogna di essere italiano; vergogna che non posso lasciare isterilire in una semplice protesta della mia coscienza. Quando il semplice rispetto delle persone è bollato con il termine spregiativo di “buonismo”; quando chi cerca di fare giustizia è definito “giustizialista”; quando il falso in bilancio non è reato; quando lo “scudo fiscale” altro non è che che una copertura per chi evade, bisogna scendere in campo. C’è il rischio, infatti, - confermato da tante operazioni orchestrate da chi ci governa, che la democrazia, per cui tanti si sono sacrificati, diventi un grimaldello nelle mani di chi oggi ha la maggioranza grazie al voto popolare, per scardinare i presupposti stessi della democrazia: il riconoscimento del ruolo del Parlamento, il riconoscimento che una democrazia moderna si fonda sullo scrupoloso rispetto della divisione fra il potere legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario: un rispetto che deve tradursi in scelte concrete per attuare i principi fondamentali della Costituzione (ed in Valle d’Aosta anche dello Statuto speciale). La lotta - perchè tale è - contro l’evasione fiscale , la lotta non solo contro la pervasività del sistema mafioso, ma anche contro la sopravvivenza di quelle tentazioni golpiste che continuano ad ispirare gli aderenti alla P2, la lotta contro le demagogia e a difesa dell’etica politica e della moralità personale deve impegnare chi crede davvero nei valori che hanno ispirato l’antifascismo e la Resistenza ed unito parti politiche di diversa ispirazione nella lotta contro un comune nemico.

La crisi della democrazia, si sposa con la crisi dell’occupazione, con la precarietà del lavoro, con la contrapposizione fra i “veri italiani” e gli immigrati comunitari ed extra comunitari e lascia spazio ai rigurgiti xenofobi, se non razzisti tout court, di chi dimentica che in un recente passato gli italiani costretti ad emigrare all’estero, ma anche nelle regioni più ricche del loro paese, sono stati oggetto di pregiudizi e di ostracismo: ci sono volute almeno due generazioni perchè ai “barbari” fosse riconosciuto un ruolo positivo nel tessuto sociale.


Quali sono secondo te i problemi principali da affrontare in Valle d’Aosta oggi?


Credo che, in una visione molto amplia, quelli che sono oggi e saranno ancora per molto tempo i fattori di crisi possano restituire maturità politica e dignità sociale a tutti coloro che in Valle d’Aosta - ai vari livelli - hanno pensato che ai loro problemi, mal che vada, qualcuno avrebbe posto rimedio. L’eccesso di delega cancella l’autonomia, la democrazia e mortifica le capacità personali.

lunedì 5 aprile 2010

I COMMERCIANTI SI LAMENTANO ED HANNO RAGIONE


comunicato stampa

A più riprese si è discusso e non solo in consiglio comunale della vocazione turistica della città di Aosta. L’Assessore Giordano ha più volte descritto la nostra città ricca di tesori storici che il turista ma anche il cittadino non possono fare a meno di notare percorrendo qualsiasi delle sue strade, senza contare il magnifico ambiente naturale che la fa da cornice.

Eppure ad Aosta manca qualcosa…forse la mentalità necessaria o forse l’incapacità a copiare i tanti esempi che vengono dalle cittadine dei territori d’Oltralpe.

I commercianti si lamentano della burocrazia ed hanno ragione: la normativa per i dehors è arrivata in consiglio comunale dopo una lunga interminabile serie di rinvii ed oggi che è stata approvata non è ancora completa ( pensiamo ai gazebo invernali, alla mancanza di indicazioni sul tipo di strutture, indicazioni che una volta decise potrebbero “bocciare” i gazebo esistenti, e allora si che i costi salirebbero alle stelle,…).
Non meno adatta a risolvere i problemi di una cittadina turistica la normativa che riguarda il numero di decibel che si possono raggiungere la sera. Chi non ricorda il caso eclatante del Caffè du Moulin dove un vicino si lamentava per il troppo rumore e quindi denuncie, polizia, chiusura e riapertura, del locale e naturalmente ricorsi in tribunale.
Oggi la normativa prevede che non si possano superare i 45 decibel oltre le ore 22: come dire ai turisti che dopo le dieci di sera devono andare tutti a nanna!!

Tutto ciò può far arrabbiare i commercianti, ma non può essere, da sola, la causa delle chiusure continue delle attività.

Non nonostante l’Assessore Giordano abbia anche recentemente ribadito l’inversione della tendenza, prima sempre negativa, fra il numero di chiusure e aperture di aziende nel 2009, e nonostante la simpatica campagna promozionale IOC’ENTRO, i problemi per gli esercenti sono continuati. La continua apertura di ipermercati, supermercati, gli affitti troppo alti, lavori che continuando nel tempo portano non pochi danni ai commercianti delle zone interessate.

A riprova sono i continui subentri che permettono al negozio di continuare a rimanere aperto magari cambiando genere merceologico, ma questo significa anche che le aziende, cioè i commercianti hanno chiuso la loro attività come quelli che non hanno più aperto…

Eppure per il comune di Aosta il sole continua a splendere.


Federazione della sinistra
Valter Manazzale

NON AVEVO ANCORA VISTO IL PEGGIO - Consiglio comunale 23 e 24 marzo 2010 -



SINTESI

Pensavo di aver visto oramai di tutto, ma un assessore che non risponde alle richieste di informazioni di un Consigliere non lo avevo ancora visto!!

L'Assessore Cossard non solo si rifiuta di rispondere alle mia mozione che nasce da una sua dichiarazione di disponibilità a spiegare l'attività svolta e le spese sostenute in occasione della inaugurazione della cittadella dei Giovani ed il programma per il 2010, ma mi accusa di voler cercare motivi per sparare (mio termine) sulla Cittadella e mi invita a chiedere i dati direttamente agli uffici competenti.

In un breve intervento ho messo in evidenza che nessun Assessore si sarebbe mai comportato in tal modo e che l'arroganza dell'Assessore non offende solo me, ma tuto il consiglio comunale.

La querelle con Cossard continua quando presento la mozione successiva che mette in evidenza la necessità di un coordinamento tra le diverse strutture per lo spettacolo e la cultura della città che con i prossimi anni andranno ad aumentare di numero per evitare una concorrenza negativa.

Cossard è come assente, non risponde e continua a guardare l'opposizione tutta con un sorriso sardonico. Al suo posto almeno per la parte di competenza risponde l'assessore Giordano che spiega come si è mosso in questi due ultimi anni per evitare scontri tra i diversi organizzatori.

La differenza di atteggiamento tra i due assossori è netta. Giordano può avere posizioni diverse dalle mie e possiamo anche avere un confronto duro ma rimane sempre nella correttezza istituzionale

La mozione sulla stabilizzazione dei precari è la ripresa di una precedente mozione sullo stesso tema perchè il Sindaco ha dichiarato, allora, nonostante gli abba fatto presente che è già stato fatto dal comune di Pont-Saint-Martin, di non poter procedere alla stabilizzazione del personale (4/5 persone)perchè mancava la legge regionale di applicazione.

La mozione chiedeva pertanto al Sindaco, oggi, di conoscere se aveva provveduto a stabilizzare il personale precario del comune visto che con la legge di bilancio lsa regione aveva provveduto ha regolamentare la stabilizzazione.

La risposta del Sindaco è stata che non avevano personale da stabilizzare, ma che comunque l'amministrazione regionale non aveva ancora regolamentato la materia.

Inutile insistere.Anche il Segretario comunale appoggiava questa teoria.

Anche l'assicurazione per gli anziani è la ripresentazione di una precedente mozione sullo stesso tema. L'ho riprentata perchè doveva essere discussa in commissione ma finora nulla.

Un servizio utile per gli anziani dal costo molto basso per il comune che poteva essere ridotto maggiormente se alle assicurazioni invitate a presentare le proprie offerte si chiedesse di dare un valore anche di sponsorizzazione.

valter manazzale


LE MOZIONI


CITTADELLA DEI GIOVANI:RENDICONTO ATTIVITÀ
E PROGRAMMA 2010



visto il programma delle iniziative organizzate in occasione della inaugurazione della Cittadella dei Giovani;

visto che le attività previste in occasione della inaugurazione della cittadella non sono state tutte realizzate;

visto che ad oggi, fine marzo 2010, non è ancora conosciuto il nuovo programma della cittadella

il Consiglio Comunale
chiede
al Sindaco e agli Assessori competenti

• di comunicare le iniziative svolte e quelle no in occasione dell’inaugurazione della Cittadella, di presentare ai consiglieri il consuntivo delle spese;
• di presentare il nuovo programma della cittadella del 2010, non solo quello spettacolare e il bilancio preventivo delle iniziative.



STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE PRECARIO


Visto la crisi economica che nonostante le teorie di Confindustria a cui sembra avere aderito anche questa Giunta, “…sono evidenti i segni della ripresa economica…” continua ad investire tutto il pianeta ed anche la Valle d’Aosta,

Visto che il Governo Prodi ha realizzato uno strumento legislativo della stabilizzazione con l’obiettivo di trasformazione dei rapporti di lavoro precari (assunzioni a tempo determinato, co.co.co. e co.co.pro) in rapporti di lavoro a tempo indeterminato (legge n. 296/2006 - finanziaria del 2007);

Visto che il Governo ha prorogato la validità di questo strumento fino al 2012; nonostante il parere negativo del ministro per le politiche contro i lavoratori Brunetta che avrebbe voluto la decadenza di tale strumento legislativo per non favorire i soliti fannulloni,

visto che la conversione in legge del dl 78/2009 ha confermato la stabilizzazione dei contratti precari fino al 2012 e i requisiti previsti alla legge 296/2006 e la circolare interpretativa dell’Anci – Associazione nazionale comuni italiani;

Visto la precedente mozione di indirizzo presentata dal Gruppo comunista negli ultimi mesi del 2009 che chiedeva la stabilizzazione del personale comunale precario;

Vista la risposta del Sindaco che indicava in poche unità il personale che al momento avrebbe potuto godere della stabilizzazione e la decisione della Giunta di attendere, come indicato dal CPDEL, una normativa regionale che regolamentasse la materia;

Visto la l. r. n. 11/2009 avente per oggetto “Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (Legge finanziaria per gli anni 2010/2012)” che all’art. 2 comma 2 riporta “Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli enti locali valdostani, nel limite dei posti disponibili nella dotazione organica, possono procedere alla stabilizzazione del personale non dirigenziale, in servizio nel corso dell'anno 2009”;

Visto che la l. r. n. 11/2009, sempre all’art. 2 comma 2, indica i requisiti per poter provvedere all'assunzione “per stabilizzazione” del personale in servizio nel corso dell'anno 2009

Nonostante la norma regionale sia più restrittiva di quella nazionale perché non tiene conto dei lavoratori assunti dalle pubbliche amministrazioni con contratti co.co. co e co. pro o come consulenti che nella realtà dei fatti sono dei dipendenti a tutti gli effetti

il Consiglio comunale
chiede
al sindaco e alla Giunta comunale


• di portare a conoscenza del consiglio il numero e la qualifica dei lavoratori precari, a qualsiasi titolo, che lavorano per il comune di Aosta e il numero dei lavoratori precari rientrano in un procedimento di stabilizzazione;
• di adottare le iniziative per la stabilizzazione del personale precario visto il termine perentorio dei sei mesi dalla entrata in vigore della legge regionale n. 11/2009.



COORDINAMENTO DEGLI SPAZI PER LO SPETTACOLO


Visto la mozione precedentemente presentata dal Gruppo comunista che chiedeva al Sindaco e agli Assessori competenti di informare il Consiglio comunale sul futuro del Teatro Giacosa in vista, allora, dell’apertura della Cittadella dei Giovani e del Teatro ex Cinema Splendor;

visto la risposta dell’Assessore competente che informava il Consiglio comunale delle varie possibilità di trasformazione e/o gestione del Teatro Giacosa (dedicato alle compagnie locali, professionali e non, al cinema 3D o al digitale o a più attività, ecc…);

visto l’apertura dello spazio per lo spettacolo della Cittadella dei Giovani che ospita molte attività non prettamente dedicate ai giovani (dai 14 ai 29 anni);

Visto la probabile apertura nel 2011 del Teatro ex Cinema Splendor;

visto in un futuro non troppo lontano il trasferimento della Fondazione Istituto Musicale nella nuova sede la Tour des Baillis che dovrebbe essere dotata di un auditoriun per circa 200 posti;

visto finora la mancanza di una politica comunale che deve integrarsi con quella degli altri enti gestori affinché le strutture – tutte pubbliche – non abbiano a perdere della presenza nello stesso territorio di più offerte di spazio per lo spettacolo (Teatro Giacosa, Théatre de la Ville e Cittadella dei Giovani, oggi, Teatro ex Cinema Splendor auditorium della Fondazione Istituto Musicale, domani)

il Consiglio comunale
chiede
al Sindaco e alla Giunta comunale


• di farsi promotore di una politica per l’uso delle strutture per lo spettacolo che eviti il crearsi di una sterile quanto dannosa concorrenza;
• di farsi promotore di un coordinamento dei soggetti gestori delle strutture per lo spettacolo e la cultura per creare le giuste opportunità e soddisfare le esigenze di quanti ne fanno richiesta



L’ANZIANO E’ PARTE DELLA COMUNITA’


Visto l’alto numero di anziani ultra sessantacinquenni presenti nel territorio del comune di Aosta - circa 8337, secondo i dati forniti dal sito statistica del comune - e la tendenza indica un loro continuo aumento nei prossimi anni.

Visto la situazione di crisi socio-economica perdurante che il nostro paese ed in particolare la nostra regione sta vivendo;

visto i risultati ottenuti dalle riforme delle pensioni - l’ultima quella del 23 luglio 2008 – che hanno di fatto perpetuato la situazione economica negativa degli anziani;

Visto che la maggior parte di questi anziani, a parte quelli in grado di poter svolgere un lavoro, magari in nero, vive con pensioni al minimo o di poco superiori ed ha difficoltà a raggiungere la quarta se non la terza settimana del mese;

Visto che la maggioranza degli ultra sessantacinquenni vive la propria condizione di anziano come condizione di debolezza, non solo economica, di solitutidine e a volte di emarginazione;

Visto l’alto numero di truffe, furti e scippi che hanno come obiettivo anziani ultra sessantacinquenni;

visto le esperienze di città di differenti grandezza come, tra le altre, Roma, Milano, Bologna, Firenze, Fiesole, Buccinasco ed Asti; Como e Perugia che hanno provveduto a stipulare, a loro spese, una polizza assicurativa a favore degli anziani ultra sessantacinquenni;

Visto in particolare l’esperienza di Asti che ha stipulato nel una polizza assicurativa gratuita per i suoi 16.000 anziani ultra sessantacinquenni dal costo di 0,98 centesimi pro capite (per una spesa totale di 15.680,00 € annui) che prevede l’assistenza all’abitazione, alla persona ed economica a copertura dai rischi di furti e scippi, dalla perdita o rottura di oggetti come le chiavi di casa, dai danni agli alloggi, in caso svaligiamenti, dai vandalismi, dai guasti al sistema elettrico, dalla rottura di un vetro accidentale o meno, dalla necessità di far intervenire un fabbro in caso di smarrimento delle chiavi di casa, un falegname o un idraulico per interventi urgenti…

IL CONSIGLIO COMUNALE

invita


il Sindaco e la Giunta a studiare, verificare, sperimentare e poi adottare anche per il comune di Aosta una simile polizza assicurativa che da una parte dia un aiuto concreto agli anziani ultra sessantacinquenni residenti nei settori dell’assistenza all’abitazione, alla persona, ed economica e dall’altra che li faccia maggiormente sentire parte di una comunità

UN BRUTTO CONSIGLIO COMUNALE E DINTORNI. Consiglio comunale del 23, 24 e 25 febbraio 2010





L’andamento del Consiglio comunale del 23, 24 e 25 febbraio scorso, ha confermato, se potessero ancora esserci dei dubbi, che la Giunta comunale non ha alcuno rispetto del ruolo della minoranza e che tutti i discorsi sul confronto e sulla disponibilità a cooperare per risolvere i problemi dei cittadini sono parole vuote. Nella realtà la maggioranza forte di un sistema maggioritario che le garantisce la sicurezza tratta la minoranza come fastidiosa e velleitaria.
Tre ne sono gli esempi.
Una mozione per l’ampliamento e la ristrutturazione della piscina regionale coperta di Aosta, ripresentata epurata dalle critiche politiche e condivisa nel suo contenuto dall’opposizione, dalla Regione e anche da buona parte della maggioranza del consiglio comunale non viene approvata perché non si può lasciare spazio all’opposizione.

La mattina del 24 febbraio, in commissione, il Sindaco, l’Assessore, il dirigente e gli avvocati del comune hanno risposto alle domande dei consiglieri interessati su alcuni quesiti che riguardano l’affido in concessione della Cittadella dei Giovani: è possibile che nonostante la rescissione dell’azienda Master Data di Magliano dall’a.t.i. (associazione temporanea di imprese) undicicento si sia aggiudicata la gara?
Per l’opposizione con la rescissione venivano a mancare i requisiti richiesti: la professionalità e la continuità nell’organizzazione di spettacoli musicali ed eventi culturali, requisiti in possesso solo a Master Data. Le altre due aziende inoltre non hanno dato prova nei curricula di professionalità e di continuità di interventi a favore dei giovani dai 14 ai 29 anni, la fascia di età a cui è dedicata l’attività della Cittadella. Ai nostri dubbi, il dirigente e gli avvocati hanno risposto che i requisiti non devono per essere posseduti obbligatoriamente dalle aziende che formano l’a.t.i, ma è sufficiente che anche solo una delle aziende del team – cioè delle aziende che si sono dette disponibili a lavorare con l’a.t.i. li possegga.
Né il dirigente ne gli avvocati hanno risposto in maniera esauriente: Nessuno ha tenuto conto infatti che il bando chiedeva dei pre-requisti senza i quali non si poteva partecipare alla gara. I requisiti del team dovevano essere valutati successivamente.

Il massimo dei minimi si è raggiunto con l’approvazione del PUD per la trasformazione della Caserma Testafochi in sede dell’Università della Valle d’Aosta.
Un progetto con i suoi pro e contro, ma sinceramente interessante che prevede di trasformare non solo l’area delle caserme, ma anche una bella fetta della città, circa 85.000 mq. con molto verde, parcheggi sotterranei e una nuova viabilità.
Ed è proprio la viabilità il primo neo del PUD: via Monte Solarolo diviene a traffico limitato (solo per i residenti) caricando il traffico sulla via parallela Monte Pasubio e sulle vie laterali, come via Cesare Battisti (dove ci sono le Poste) che diventeranno molto trafficate alterando equilibri consolidati da anni. Ma la cosa più triste è che mentre noi approvavamo un PUD flessibile, con ben pochi limiti, la Regione aveva già redatto il testo per la gara d’appalto del progetto esecutivo basandosi sul progetto preliminare che udite, udite aveva suscitato parecchie perplessità nell’opposizione.

Quale giudizio dare su un’amministrazione comunale che è succube della Regione e che finge il confronto?
Valter Manazzale

domenica 4 aprile 2010

CONSIGLIO COMUNALE 21/01/2010



Alcune note sul bilancio preventivo 2010 e triennale 2010 2011 2012


Questo bilancio non mi sembra molto brillante: aumentano le entrate legate ai tributi (ICI, TARSU ecc…) nonostante la profonda crisi economica che colpisce la Valle e che dovrebbe portare ad una diminuzione delle entrate delle famiglie. Pensiamo all’addizionale IRPEF che nella sua applicazione non subisce alcuna modifica (invariata l’aliquota e invariata la fascia del reddito esente, 10.000 € ) eppure il suo importo è indicato in aumento. Spero che tutto ciò non sia legato alle previsioni positive di Confindustria sulla crisi.
Ma il Comune non è un’azienda, è un istituzione pubblica che deve pensare ai suoi cittadini e non al profitto. Al massimo potrebbe essere paragonato ad una cooperativa.
Eppure, nonostante la crisi, la Giunta comunale non interviene per tentare di alleviare le difficoltà dei cittadini meno abbienti, non so, se facciamo riferimento all’addizionale Irpef, aumentando la fascia dei redditi esente a 15.000,00 euro e l’aliquota di mezzo punto. Sono molte le soluzioni…
Vedremo a consuntivo….

Qualcosa mi dice che visto l’andamento del bilancio soprattutto per quanto riguarda i trasferimenti ridotti da parte della Regione - nel 2011 - ci sarà la sorpresa: l’aumento delle tasse. Non oggi che ci sono le elezioni comunali.

Bilancio che come dicevo vede nel complesso dei trasferimenti della regione un aumento dovuto soprattutto alla presa in carico dei famosi 39 bidelli. Per il 2010 e poi si vedrà.

Nelle entrate extratributarie, voce di primaria importanza sono diventate le multe ed in particolare il 2010 sarà l’anno boom delle multe. il Comune ha creato infatti le zone pedonali e a ztl, per fare cassa grazie alle telecamere di sorveglianza. Telecamere che nei prossimi mesi saranno cambiate (altri soldi spesi) per avere un miglior controllo e per impedire che qualcuno possa sfuggire al suo castigo.
Il costo di queste naturalmente saranno a carico della comunità…

Certo questi servizi non li possiamo far fare ai vigili urbani che magari farebbero il loro lavoro scoraggiando con la loro presenza atti illeciti. La presenza dei vigili avrebbe due conseguenze negative: costano e non incassano quanto le telecamere. Inoltre non abbiamo abbastanza forze di polizia perché sono sotto organico e poi sono impegnate a fare i servizi di controllo con le altre forze di polizia.
Un bilancio caratterizzato da un ingente alienazione di beni per 4.650.000 € senza i quali l’amministrazione comunale si troverebbe maggiormente in difficoltà e che i revisori dei conti non hanno intercettato perché scrivono che le alienazioni e i trasferimenti in conto capitale sono diminuiti.
Insomma un bilancio contrassegnato da previsioni sulle entrate da tributo misteriose, da trasferimenti regionali in calo e pertanto dalla necessità di fare cassa: multe e alienazioni sono infatti entrate significative di questo bilancio.

Certo non è il bilancio di un comune che vista la crisi impegna maggiori fondi per i meno abbienti che non sono solo i poveri ma anche quelli che come si dice non riescono arrivare a fine mese o che devono per necessità rinunciare ad alcune spese per pagare l’affitto e comprarsi da mangiare. Livelli pertanto differenti di difficoltà ma esistenti anche ad Aosta.
Ma non è neanche il bilancio di una città che vuole governare il proprio futuro: pensiamo al piano strategico, al piano della viabilità, al nuovo ospedale, alla pedonalizzazione di alcune zone come quella dell’Arco d’ Augusto, che è tornata ad essere quella di prima nella sua viabilità con l’aggiunta di un ponte bianco quasi inutile, ma carino che fa il paio con quello di bianco di Pollein, quasi, quasi potremmo venderlo per fare cassa o almeno per recuperare i soldi spesi, alla gestione della cittadella dei giovani che non deve solo organizzare concerti, ma anche occuparsi dei giovani, delle loro aspirazioni e dei loro problemi.
Un comune che non ha saputo dimostrare la propria autonomia politica dall’ente regionale erogatore dei fondi nonostante la compagine politica simile PD a parte.

Un comune che dice di voler rendere partecipe i cittadini delle scelte dell’Amministrazione comunale, ma che, a parte qualche sporadico intervento del “popolo della rete”, non è riuscito a creare una vera di comunicazione con i comitati di quartiere che chiedono di essere istituzionalizzati – succederà nella prossima legislatura?
Un’amministrazione dovrebbe avere con i suoi amministrati ed in particolare con le associazioni di cittadini come i comitati di quartiere o i comitati spontanei che nascono anche sul singolo tema.

Un atteggiamento non certamente positivo:
pensiamo alle richieste del comitato del V.le della pace alle quali il comune ha risposto mesi dopo quando un consigliere ha deciso di fare una mozione che riguardava le richieste del comitato;
pensiamo al gruppo di cittadini preoccupati che si sono riuniti per capire quanto accadeva e accadrà nella loro zona con il PUD di V.le F. Chabod e con gli altri progetti di trasformazione della zona; pensiamo al comitato del quartiere Dora che ha semplicemente richiesto di attuare quanto previsto dal progetto di quartiere II e cioè di rendere partecipe la popolazione al progetto, non facendo solo delle assemblee ma informando e valutando le risposte dei cittadini: la parola d’ordine doveva essere condivisione;
pensiamo ai comitati che sono mal considerati perché non condividono le scelte dell’amministrazione comunale come quando si sono preoccupati dei rischi che possono correre i futuri abitanti di zone troppo vicine alla Cogne e sono stati accusati dalla maggioranza in comune di essere portatori di altri interessi;
pensiamo al ponte sul torrente Buthier, opera inutile in questo momento che doveva essere costruita alla fine della realizzazione di un percorso che avrebbe portato prima alla pedonalizzazione dell’area dell’arco d’Augusto e poi alla costruzione del nuovo ponte;
pensiamo alla politica di un comune dove conta di più l’apparire che l’essere come dimostra la costruzione della Cittadella dei Giovani, bella e importante struttura per i giovani e l’eliminazione del servizio di educatori di strada, il servizio che serve proprio a prevenire il disagio giovanile.
Una cittadella che assorbe energie umane e economiche distogliendole dal territorio tant’è vero che le amministrazioni che avevano deciso di occuparsi dei giovani nei loro comuni si trovano con ben pochi fondi perché anche la regione ha deciso di finanziare il “bel luogo” piuttosto che le piccole realtà del territorio.
pensiamo ad un comune che decide di occuparsi della crisi finanziando la pubblicità gratuita degli esercenti che nella settimana conclusiva di ogni mese fanno i loro sconti:
pensiamo ad un comune il cui Assessore alle Attività produttive si dice più tranquillo perché il saldo tra esercizi chiusi e aperti è per la prima volta positivo nonostante i negozi continuino a chiudere jn centro come nelle zone limitrofe.