mercoledì 17 novembre 2010



27 NOVEMBRE UNA DATA IMPORTANTE PER I NOSTRI DIRITTI


Quando si richiamano i temi del lavoro, del fisco, del welfare, dell'istruzione è sempre difficile semplificare, perché si rischia la banalizzazione. Per contro un eccesso di tecnicismo provoca un complessivo e progressivo disinteresse.
È difficile comunicare le ansie e le preoccupazioni che attanagliano il nostro vivere quotidiano senza sbordare nell'uno o nell'altro campo. Eppure concetti come il diritto ad un lavoro stabile e dignitoso, ad un fisco equo, alla conoscenza, ad un welfare diffuso ci riguardano tutti direttamente, nessuno escluso.

Faccio questa premessa prima di introdurre il motivo di questa mail, perché io per primo faccio fatico ad affrontare argomenti che apparentemente mi paiono distanti dalla mia esperienza quotidiana. Quando sento parlare di "Collegato lavoro" di "cassa integrazione in deroga", di "contrattazione", di "tassazione sulle rendite finanziarie", di "finestre mobili", di "Piano per il sud" o di "fondi ordinari per l'Università" mi sembra di ascoltare un'altra lingua. O quantomeno qualcosa che non mi riguarda, che non può turbare la mia quotidianità e ancor meno i miei sonni. Se però faccio lo sforzo di soffermarmi un attimo sui termini, cercando di comprenderne la portata, comincio a capire che disinteressarmene significherebbe, di fatto, rendermi complice di una azione di progressivo smantellamento del nostro sistema dei diritti.

Dietro al provvedimento intitolato "Collegato lavoro", ad esempio, non ci sono solo rinvii tecnici a commi ed articoli, c'è un tentativo di snaturare il concetto stesso di "rapporto di lavoro", attribuendo al lavoratore un ruolo del tutto subalterno. Il datore di lavoro, infatti, con questa legge può imporre al lavoratore clausole diverse da quelle previste dai contratti di lavoro, demandando le controversie non più a un giudice ma ad un arbitro, che potrà decidere senza tener conto delle leggi e dei contratti. Tra l'altro la stessa disposizione porta l'età minima per l'apprendistato a 15 anni di età, aggirando di fatto l'obbligo scolastico (che per legge è fino a 16 anni) e il limite di età per accedere al lavoro.

Come vedi un innocuo "collegato" rimette in discussione principi per i quali i nostri padri e i nostri nonni hanno lottato e che sembravano inamovibili (il ruolo del contratto collettivo nella regolamentazione del rapporto di lavoro e il diritto all'istruzione, in questo caso).

Voglio farti un altro esempio di come parole apparentemente ostiche si possono trasformare in fatti palpabili, in effetti concreti sulla nostra vita. Il termine "contrattazione" ai più non dice nulla. A qualcuno, invece, provoca fastidio perché ricorda le meline e gli inciuci che l'immaginario collettivo attribuisce a un modello di sindacato rivendicativo, qualunquista e lontano dal merito.

Per me la "contrattazione" non è una zeppa e neppure un rituale inutile e abnorme, è piuttosto la presa d'atto di un rapporto di reciprocità tra chi produce (il lavoratore) e chi governa i processi di produzione (il datore di lavoro). Ciascuno ha bisogno dell'altro e quindi collabora per il raggiungimento dell'obiettivo comune, che è la produzione del bene.

Cancellare la contrattazione collettiva a favore di una contrattazione individuale (dove il lavoratore è la parte più debole) o delegare alla legge la regolamentazione del rapporto di lavoro è pericolosissimo, perché crea disuguaglianze, ingiustizie e tensioni sociali. L'effetto di questo squilibrio a favore del datore di lavoro, d'altronde, lo stiamo già vedendo: leggi dello Stato stanno soppiantando le regole frutto di "accordi tra le parti" (altro termine ostico), cancellando conquiste importanti sia sul versante salariale sia su quello normativo (vedi le ultime disposizioni introdotte per legge sul blocco delle retribuzioni fino al 2013, sui permessi retribuiti, sul part time, sui precari, sugli arbitrati, sui rimborsi chilometrici, sulla malattia, sugli orari di lavoro, sugli infortuni, sulle pensioni, ecc.).
Come vedi non bisogna pensare che dietro a parole incomprensibili e di difficile interpretazione (cosa vuol dire welfare?) non vi sia sostanza. Purtroppo è proprio dietro lo scudo dell'incomprensibilità che si celano le trappole più pericolose.

Tutto questo ragionamento vuole invitare a riflettere ancora una volta sul significato delle parole e sulla necessità di smascherare chi racconta che "sta lavorando per noi" (ghe pensi mi!) e "che tutto la va ben, madama la Marchesa". Per sostenere le lotte dei lavoratori e dei pensionati e per guardare al futuro dei giovani, la CGIL promuove una grande manifestazione nazionale per il 27 novembre a Roma.

Due i cortei previsti nella capitale, che partiranno alle ore 9 da Piazza della Repubblica e Piazzale dei Partigiani e che insieme confluiranno a Piazza San Giovanni.

La CGIL della Valle d'Aosta ha predisposto dei pullman che partiranno da Aosta la mattina del 26 (con pernottamento a Roma) o nel tardo pomeriggio, così da poter essere presenti alla manifestazione. Nei prossimi giorni ti invierò i dettagli. Nel frattempo ti invito ad approfondire i motivi della nostra protesta (cliccando sul link).
Un saluto.
Jean-Pierre
Segreteria FP CGIL Valle d’Aosta

lunedì 15 novembre 2010

STRUMENTALIZZAZIONE?




Com'è possibile che ogni volta che la Federazione della Sinistra, Rifondazione comunista, Comunisti Italiani e/o gli anticapitalisti intervengono a sostegno di una lotta, di una vertenza c'è sempre qualcuno che pensa che il nostro obiettivo sia la strumentalizzazione.

Ci siamo sempre occupati dei problemi dei lavoratori, (operai, impiegati, piccoli commercianti, piccoli atigiani e liberi professionisti) che la ns assenza nei luoghi delle lotte dovrebbe suscitare curiosità e domande.

Ogni tanto i media ci danno il giusto risalto come quando hanno messo nel vippometro in rialzo il ns segretario che ha partecipato effettivemente alla giornata di digiuno promossa dai lavoratori in sciopero della engineering (azienda multinazionale del settore informatico che in Italia ha circa 2000 dipendenti sparsi un po' ovunque e utili altissimi).

L'atteggiamento della azienda è lo stesso di Marchionne, le regole le fisso "io" le leggi, le faccio "io" cosa vuoi che mi interessi se 112 dipendenti saranno alla fine licenziati.

Il ragionemento è che sconfiggere i lavoratori e il sindacato servono prima di tutto ad impennare maggiormente il profitto(le borse sono così sensibili!!)e poi a aggiungere un altro tassello a quelli che già ora tendono a riportare il mondo del lavoro e della società all'800 come il decreto sul lavoro, le pensioni integrative: più lavoro, più profitti, meno salario e meno diritti.

E naturalmente in questo panorama è importante anche demolire, demonizzare, rendere invisibili quanti sostengono i lavoratori e le lotte per i loro diritti.

la domanda sorge spontanea chi strumentalizza chi?

lunedì 25 ottobre 2010

L'UNION VALDOTAINE è ALLEATA ALLE FORZE DI GOVERNO perchè ...




Ma la regione della Valle d'Aosta non ha finanziato la relizzazione del film "Figli delle stelle" girato anche in Vale d'Aosta?

E continuando con i tagli - e con il vuoto del Federalismo fiscale - riuscirà a produrne altri?

E vista la crisi e i fondi che diminuiscono cosa rimane per il mondo valdostano che vive intorno allo spettacolo in Valle d'Aosta?

Nessuno ha valutato che - cinema a parte - nella nostra regione vivono attori, registi, tecnici, facchini e sale per lo spettacolo come il teatro Giacosa, il teatro De La Ville e il cinema Ideal che sono gestiti da privati?

Quante persone e quante strutture sono a rischio?








COMUNICATO STAMPA



Rifondazione comunista nel dare la propria adesione ed il proprio sostegno alla mobilitazione del mondo del cinema e dell’audiovisivo contro le politiche per la cultura e l’informazione messe in atto dal governo, fa propri i punti programmatici alla base dell’assemblea di oggi al teatro Eliseo.

Dopo i tagli e gli attacchi alla scuola, all’università, alla ricerca e alla produzione culturale, l’obiettivo è quello di portare a termine il tentativo di mercificazione dei saperi e della cultura e di privatizzazione di tutti i luoghi di produzione della conoscenza.

Quello che sta avvenendo è grave nel merito e nel metodo. Nel merito perché si stanno destrutturando interi settori della produzione culturale e del sistema comunicativo, si sta smantellando l’intervento pubblico nella cultura, nella ricerca, nella formazione, nella conoscenza e attaccando la libertà di informazione e di comunicazione. Nel metodo perché tutto questo avviene a colpi di decreti legge, svuotando così il Parlamento del suo ruolo, recidendo il rapporto tra istituzioni e cittadini.

Questo governo conosce bene il valore della cultura e della formazione. Tanto bene da voler impedire alle persone di sapere, di conoscere, di capire e quindi di esprimersi, in tutte le forme: da quella giornalistica a quella artistica. Per questo si vuole impedire la circolazione delle idee e la libertà di informazione. Per questo si vuole impedire l’accesso a qualsiasi strumento di conoscenza e di formazione di consapevolezza critica.

Quello che veramente è a rischio in questo paese è la stessa democrazia. Insieme alla istituzioni si stanno smantellando tutti i diritti sanciti dalla Costituzione: il diritto al sapere, alla cultura, al lavoro.

Rifondazione comunista chiede con forza le dimissioni di questo governo e propone a tutte le forze del cinema, dell’audiovisivo e dello spettacolo di costituire tavoli permanenti di mobilitazione, di confronto e di elaborazione di nuove politiche per la cultura per un futuro governo democratico del paese.

Stefania Brai – Responsabile nazionale Cultura Prc
Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale

Roma, 25 ottobre 2010



6 DOMANDE E 6 RISPOSTE SUL CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA: PERCHE'RIFONDAZIONE SCEGLIE LA STRADA DELLA FDS.



D. La scelta di Rifondazione Comunista di costruire la Federazione della Sinistra è coerente con quanto abbiamo detto in questi anni?

R. Sì, è coerente. A Chianciano il Prc, dopo il risultato disastroso della Sinistra Arcobaleno, ha respinto il tentativo di sciogliere il partito. Dire che Rifondazione esiste per l'oggi e per il domani non significa scegliere l'isolamento e la solitudine e rinunciare a cercare strade unitarie. Significa lavorare per l'unità della sinistra di alternativa proponendo una modalità che unisca davvero, come era scritto nel documento politico approvato dal congresso di Chianciano. Significa lavorare nella direzione della crescita e della ricomposizione delle vertenze e delle lotte, dei soggetti sociali, di movimento, politici, che si battono per cambiare da sinistra. Significa inserire il percorso del Prc in un percorso più ampio, senza che nessuno (e tanto meno noi) sia obbligato a sciogliersi, a cambiare la propria identità politica, a rinunciare ai propri simboli. Per questo abbiamo avanzato, insieme ad altri, la proposta della Federazione della Sinistra. E la ricerca dell'unità della sinistra politica e sociale ha caratterizzato, con risultati ora positivi ora negativi, gran parte della storia di Rifondazione Comunista. Di certo, oggi ancora più di ieri, superare la lunga stagione delle scissioni è necessario.



D. Chi ha aderito fino ad ora alla Federazione della Sinistra?


R. Rifondazione Comunista, il Pdci, Socialismo 2000 (il movimento di Cesare Salvi) e Lavoro e Solidarietà (l'associazione di Gianpaolo Patta). Queste sono le forze "fondatrici" della Federazione. Il processo unitario è ovviamente un processo aperto: per questo, al di là dei soggetti fondatori, ci rivolgiamo a tutte quelle forze sociali e politiche che si collocano sul terreno della sinistra di alternativa e dell' autonomia dai poteri forti. Alla Federazione, oltre a soggetti organizzati (partiti, associazioni, comitati..), possono aderire singoli. E' infatti possibile, per chi non è iscritto a nessuna delle forze organizzate già aderenti, iscriversi direttamente alla Federazione della Sinistra. Quest'ultimo aspetto è per noi molto importante, perchè in realtà la scissione più significativa che ha in questi anni segnato la sinistra riguarda proprio quelle compagne e quei compagni che, delusi, si sono allontanati dalla politica o che pensano che tutti sono uguali e non c'è più niente da fare.



D. Come funziona il congresso della Federazione della Sinistra?


R. In primo luogo non si tratta di un congresso ordinario, ma del congresso fondativo. Sarà tutto basato sulla discussione e sul confronto politico, e non sull'ossessione di misurare i rapporti di forza interni. I congressi territoriali (comunali e intercomunali), infatti, discuteranno e voteranno il documento politico congressuale approvato nel luglio scorso dal Consiglio Nazionale della Federazione, ma non voteranno delegati. Il documento politico - sostenuto da tutte le forze che aderiscono alla Federazione - può ovviamente essere emendato o gli si possono contrapporre documenti alternativi. Non si faranno in questa fase nè congressi provinciali nè regionali. Oltre ai congressi territoriali, si terrà il congresso nazionale cui parteciperanno 600 delegati indicati direttamente dalle forze che aderiscono alla Federazione della Sinistra. Tra i delegati - oltre a quelli indicati dalle forze politiche - avranno ovviamente spazio e saranno rappresentati anche i/le compagne/i che hanno aderito direttamente alla Federazione. Il congresso nazionale, inoltre, ha il compito di discutere e approvare lo Statuto nazionale della Federazione della Sinistra. Tale scelta è molto importante, poichè lo Statuto detterà le regole e le modalità stabili di funzionamento della Federazione della Sinistra. Possiamo perciò dire che, per la prima volta dopo anni, facciamo un congresso con un documento che fa da base della discussione congressuale, e non con 5 mozioni contrapposte. E possiamo altrettanto dire che, per la prima volta, compagne e compagni che hanno percorso strade politiche diverse si troveranno a discutere insieme e a praticare la costruzione di una strada finalmente unitaria.



D. Quali sono le coordinate politiche di fondo e i valori della Federazione della Sinistra?

R. Innanzitutto il nodo dell'anticapitalismo. Il capitalismo è basato strutturalmente sull'ingiustizia sociale e sullo sfruttamento, e la crisi che lo attraversa rende questi aspetti ancora più evidenti e brutali. Per questo noi diciamo, ancora una volta, che un altro mondo è possibile e necessario. La centralità del lavoro: proprio la manifestazione del 16 ottobre ha dimostrato che si può e si deve ricostruire un movimento e una vera opposizione politica e sociale che parta in primo luogo dalla difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. La pace e il disarmo: ritiriamo le nostre truppe dall'Afghanistan, ora e subito. La laicità: basta alle ingerenze del Vaticano, che vuole continuare ad imporre un fondamentalismo familista basato sull'ipocrisia. La difesa dei beni comuni: no al nucleare e sì alla grande vertenza referendaria dell'acqua pubblica. Il diritto al sapere e la difesa della scuola pubblica: sostegno pieno al movimento degli studenti, degli insegnanti, dei precari, dei genitori, dei ricercatori che si batte contro i tagli brutali della Gelmini.



D. La Federazione della Sinistra come pensa di contribuire alla sconfitta di Berlusconi?

In primo luogo Berlusconi va appunto sconfitto, e perciò è necessario lavorare per una crescita dell'opposizione politica e sociale nel Paese. L'opposizione non può limitarsi a sperare che Berlusconi e Fini continuino a litigare fino a provocare la caduta del governo. L'opposizione deve lavorare per cambiare il clima sociale nel Paese. E se si va al voto anticipato, la Federazione della Sinistra propone un'alleanza democratica che si ponga l'obiettivo di sconfiggere Berlusconi, basata sulla difesa della Costituzione e dei suoi valori (lavoro, scuola, diritti in primo luogo); sulla necessità di cambiare la legge elettorale, superando la stagione del bipolarismo e del maggioritario, e di fare finalmente una legge sul conflitto di interessi. Un'alleanza di questo genere è un passaggio ineludibile per mandare a casa il governo che, più di ogni altro esecutivo nella storia repubblicana, ha lanciato l'assalto contro la Costituzione, lo Statuto dei lavoratori e i diritti in generale. E la legge elettorale esistente obbliga ad ampie alleanze se si vuole sconfiggere lo schieramento avversario. Ma come abbiamo detto più volte, pensiamo che non ci siano le condizioni per una presenza da parte nostra in un governo insieme al Pd. Le posizioni sui temi di fondo nel Paese, dall'economia alla politica estera ai diritti civili, sono troppo distanti e diverse. Proponiamo perciò che tutte le forze democratiche si alleino per sconfiggere Berlusconi. Dopodichè noi siamo per investire in primo luogo nella prosecuzione del lavoro politico e sociale perchè - anche se ci riesce di sconfiggere Berlusconi - i poteri forti come Confindustria e il Vaticano rimangono. C'è bisogno di una sinistra che continui a lavorare in primo luogo per costruire il conflitto sociale, senza essere imprigionata in un governo moderato, e che lanci davvero la sfida ai poteri forti.



D. Quali sono i rapporti tra la Federazione della Sinistra e Sel, il partito di Vendola?

R. Noi pensiamo, intanto, che tutte le forze di sinistra debbano stringere un patto di azione a partire dai contenuti. Perciò per noi è importante lavorare anche con Sel. La pensiamo diversamente sulle primarie, proposte -tra gli altri - in particolare proprio da Vendola. Partecipare alle primarie significa partire dal presupposto dell'appartenenza al centrosinistra e ad un eventuale governo. Non è la nostra posizione. Noi pensiamo che il problema principale sia, attraverso la partecipazione, ricostruire la politica come luogo collettivo e plurale, il conflitto sociale come pratica condivisa - e non la ricerca di un leader. I progetti della Fds e di Sel sono quindi, anche per questo, diversi. Perciò questa la nostra proposta: autonomia - ovviamente - rispetto alle cose su cui non siamo d'accordo; unità d'azione sugli aspetti, a partire dai contenuti, su cui la pensiamo allo stesso modo.


Nando Mainardi, segretario regionale Prc Emilia Romagna

mercoledì 26 maggio 2010

AVVISO:


NEI PROSSIMI GIORNI IL BLOG CAMBIERA' NOME PERCHE' NON HO PIU' TITOLO PER MANTERNERE L'ATTUALE DICITURA. SALUTI.
VALTER MANAZZALE

ALCUNI DOCUMENTI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE



Voglio pubblicare anche alcuni documenti che abbiamo diffuso durante la campagna elettroale perchè diano l'idea delle nostre scelte di campo e della serietà con cui ci siamo confrontati all'interno dell' Alleanza Autonomista e Progressita


Ai cittadini e alle cittadine
del quartiere Europa e Saint-Martin


Il quartiere Europa e la zona della chiesa di Saint-Martin hanno in questi assunto la fisionomia di piccolo e tranquillo centro, quasi fossero altro del resto della città: la biblioteca, la chiesa quella “vecchia”, la banca, il mercato.

Eppure grazie alla lungimiranza delle Amministrazioni Regionale e Comunale tutto questo potrebbe finire.

Le due amministrazioni hanno scoperto alcuni anni fa l’importanza del sito archeologico di Saint-Martin e giustamente per valorizzarlo hanno deciso la costruzione di un museo che protegga e valorizzi turisticamente i reperti archeologici.

Quando negli anni 2000, si incominciava discutere quale soluzione architettonica adottare, la Sinistra comunista è stata l’unica forza che ha messo in allarme i cittadini con appelli e petizioni che sono rimasti in ascoltati.

Oggi a fronte dei lavori di costruzione del museo anche i residenti cominciano prendere atto che si tratta di una struttura enorme che non ha alcun rapporto col contesto in cui viene a collocare.

Una costruzione abnorme che provoca problemi agli abitanti dei condomini circostanti perché non tiene conto delle loro esigenze.

Il museo megalitico una volta costruito porterà, se ben pubblicizzato, ogni anno migliaia e migliaia di turisti dotati per lo più di mezzi privati. Questo determinerà problemi di traffico, parcheggio creando anche uno stravolgimento sociale della zona.

Non c’è da preoccuparsi risponde il comune perché si costruiranno parcheggi per migliaia di mezzi nella zona del cimitero.

Alcune riflessioni.
Concordiamo con l’obiettivo di rendere Aosta una città turistica a tutti gli effetti, ma dobbiamo limitare i disagi alla popolazione residente.
Proposte:
creare zone a traffico limitato non solo per i residenti della zona, ma per tutti gli Aostani. sperimentiamo una zona franca per i cittadini di Aosta;
creiamo parcheggi di interscambio attorno alla città per far si che turisti e non residenti si spostino con i mezzi pubblici (eccezione per chi fa richiesta motivata);
destiniamo il tratto urbano della ferrovia a metropolitana leggera per gli spostamenti in città e nella plaine.
Ai cittadini e alle cittadine
del quartiere Arco d’Augusto/Saint - Roch


Questo volantino è in parte uguale a quello che abbiamo distribuito cinque anni fa in occasione delle elezioni comunali del 2005: ai problemi di allora, ancora insoluti, si sono aggiunti quelli di oggi.

La Giunta Grimod ha sacrificato l’unico vero polmone verde del quartiere per la costruzione dell’ormai “famoso e… fumoso” centro sociale polivalente la cui struttura ha cominciato a prendere forma, solo oggi, quando come molte opere comunali i lavori si sono fermati perché le aziende sono fallite o non hanno rispettato i contratti (vedi gli alloggi popolari della ex clinica privata di Saint Martin de Corléans, il centro anziani dell’ex hotel Bellevue a Saraillon, la rotonda di La Rochère nei pressi dell’iInstitut Agricole ecc… ).

Stesso ritardo sta subendo il progetto di un’area verde attrezzata dedicata in particolare modo ai bambini, ma non solo, dietro le scuole medie Saint-Roch, approvato dalla Giunta comunale dieci anni or sono, sulla base di una mozione del Consigliere di Rifondazione comunista Pucci, riproposta di recente dal Consigliere di Rifondazione comunista Valter Manazzale.

A tutto ciò, oggi, si è aggiunto, nonostante il giudizio negativo del comitato di quartiere:

la costruzione del ponte sul Buthier, pericoloso come dimostrano i numerosi incidenti che si ripetono ed oggi anche poco utile.

la mai attuata pedonalizzazione delle strade attorno all’Arco d’Augusto.

I marciapiedi lungo il lato orografico sinistro del Buthier non sono facilmente praticabili per chi ha difficoltà a deambulare;

la difficoltà del sistema viabile in particolare all’altezza del semaforo del ponte vecchio sul Buthier andata peggiorando con la costruzione del famose ponte bianco.

Piccoli esempi che mettono in evidenza come in questi dieci anni (dal 2000) l’amministrazione Grimod non solo non ha capito le esigenze dei cittadini ma non ha saputo valorizzare la città e i suoi quartieri.

La lista “A sinistra per la città” è una lista civica formata dai comunisti del PRC e del PDCI, dai radicali dell’associazione Loris Fortuna e da molte persone che si riconoscono nei valori della sinistra.

Noi crediamo credono profondamente al confronto tra i cittadini, i soggetti sociali e le istituzioni per risolvere i problemi e ci impegniamo a promuovere i seguenti strumenti di partecipazione:
· tavoli delle risorse dei quartieri; comitati di quartiere, eletti dai cittadini e riconosciuti dalle istituzioni; forum dei comitati spontanei, rete informatica comunale, wi-fi e con softwer liberi.


Il quartiere Arco d’Augusto/Saint-Roch

Questo testo è parte di un volantino distribuito durante la campagna elettorale per le comunali del 2005, naturalmente riveduto e corretto, ma che dà l’idea di come non è cambiata la città e l’amministrazione comunale

La Giunta Grimod in oramai dieci anni di amministrazione ha sacrificato l’unico vero polmone verde del quartiere per la costruzione dell’ormai “famoso e… fumoso” centro polivalente. Oggi la struttura del centro ha una forma, ma tutto è fermo perché ancora una volta un progetto del comune si blocca per il fallimento o per l’operato scorretto delle aziende appaltanti (vedi gli alloggi popolari della ex clinica privata di Saint Martin de Corléans, il centro anziani dell’ex hotel Bellevue a Saraillon, la rotonda di La Rochère nei pressi dell?institut Agricole ecc… ). Conseguenza perdita di soldi della comunità e di tempo per la comunità

Stessa sorte la realizzazione di un’area verde attrezzata dietro le scuole medie Saint-Roch: la proposta avanzata dal Consigliere Maurizio Pucci di Rifondazione Comunista ed approvata dalla Giunta comunale avrebbe dovuto soddisfare le esigenze della popolazione che da anni richiede non solo uno spazio verde attrezzato per i suoi bambini ma, uno spazio verde per tutti.

Il Ponte Romano monumento di particolare pregio storico e l’area che lo circonda non sono valorizzati.
Eppure i numerosi monumenti storici disseminati per la nostra città dovrebbero essere parte di un’immagine di richiamo per un turismo di qualità.

…un palazzone dietro l’altro… qualche incolto disseminato qua e là,…l’asfalto stradale costellato di troppe buche…nessuna panchina…il problema centrale è quello di ridare dignità a corso Ivrea…
(da una lettera apparsa sulla Gazzetta Matin di lunedì 25/04/05)

Piccoli esempi che mettono in evidenza come in cinque anni l’amministrazione Grimod non solo non ha capito le esigenze dei cittadini ma non ha saputo valorizzare la città e i suoi quartieri.

Rifondazione non intende governare “per” ma “con” i cittadini. e i suoi programmi sono volti a soddisfare innanzitutto i bisogni dei ceti popolari (lavoratori dipendenti, piccoli commercianti ed artigiani e categorie deboli).

La coalizione “Insieme per Aosta”, di cui Rifondazione comunista. è componente fondamentale, non lancia proclami ma fa in concreto scelte di centro sinistra:

• adotta come metodo la partecipazione attiva dei cittadini al governo della città (tavoli delle risorse dei quartieri, forum dei comitati spontanei, rete informatica comunale);

• pone al centro dei propri programmi le esigenze dei ceti popolari (casa, lavoro, politiche sociali, salute) e lo sviluppo della città.

BREVI RIFLESSIONI SUL RISULTATO ELETTORALE E SUL NOSTRO FUTURO




Alcune brevi riflessioni sulla campagna elettorale e sul risultato sono d'obbligo.

A parte l'amarezza di non essere stato riconfermato che come uomo mi sembra normale provare devo dire che sono soddisfatto del risultato che ha portato con i suoi 951 voti un punto a favore di una sinistra che cerca in vari modi, federazione della Sinistra (prc e pdci in Valle) e la lista Sinistra per la città dei punti di unità. Non so se ci sono voti in libera uscita dal PD per le scelte fatte dalla sua dirigenza locale, ma se ci sono abbiamo tre anni, prima delle regionali per "fidelizzarli" dimostrando che la nostra azione politica può/è un progetto realizzabile.

Sono soddisfatto , come ci ha ricordato sovente il nostro segretario regionale, Francesco Lucat, per spronarci durante la campagna elettorale, di essere riusciti a far entrare subito in consiglio, dopo dieci anni, una persona della sinistra.

E sono naturalmente soddisfatto dell'elezione di Carlo Curtaz e di Iris Morandi.
In particolare sono contento della rielezione di Iris perchè è una bella persona sempre disponibile e aperta coon la quale ho trovato molte affinità.
Sono contento anche per il bel risultato di Vietti e di Fedi.
Devo almeno un saluto ai miei campagni di avventura Bionaz, Nitri e Forcellati che hanno scelto di non ricandidarsi ma che per me sono stati punti di riferimeto nonostante le visioni ideali differenti da cui partivamo.

Ora si tratterà di capire come fare per mantenere unita la lista per lavorare assieme per la Sinistra. E per i lavoratori (dipendenti, piccoli professionisti, commercianti e artigiani) una categoria più ampia di quella indicata nelle sacre dottrine del marxismo.

Importante sarebbe creare un gruppo di lavoro coordinato dal Consigliere, Paolo Momigliano, che si occupi dei problemi della città e gli sia da supporto, che lo metta a contatto con i comitati di quartiere con i cittadini e con i soggetti sociali. E' importante che si realizzi anche il discorso dell'addetto stampa che porti alla città le scelte e le lotte del consigliere.

Dobbiamo cominciare invece noi, i comunisti della Federazione, a fare il tesseramento e, non solo ad Aosta, a riprendere i contatti con i ns vecchi compagni, organizzare iniziative in tutto il territorio regionale per fare vedere che ancora esistiamo - teniamo presente che anche a Issogne non governa più la sinistra - Abbiamo bisogno di farci vedere e conoscere, indipendentemente dai media, con azioni politiche sul territorio anche se non queste non avranno successo. E' fondamentale il giornale cartaceo da spedire al più ampio numero di persone anche se ha un costo non indifferente. Trovare i fondi necessari alle nostre azioni(giornale, iniziative e quant'altro) e per pagare l'affitto della sede.

Sarebbe bello organizzare una festa della Sinistra.

Facciamo vedere a tutti cosa siamo capaci di creare e auguri a tutti di buon lavoro, a Paolo Migliano in primis.
Valter Manazzale




martedì 18 maggio 2010

ELEZIONI: AI CITTADINI E ALLE CITTADINE DEL QUARTIERE ARCO D’AUGUSTO/SAINT - ROCH





Questo volantino è in parte uguale a quello che abbiamo distribuito cinque anni fa in occasione delle elezioni comunali:ai problemi di allora, ancora insoluti, si sono aggiunti quelli di oggi.

La Giunta Grimod ha sacrificato l’unico vero polmone verde del quartiere per la costruzione dell’ormai “famoso e… fumoso” centro sociale polivalente la cui struttura ha cominciato a prendere forma, solo oggi, ma come molte opere dell’amministrazione comunale i lavori si sono fermati perché le aziende sono fallite o non hanno rispettato i contratti (vedi gli alloggi popolari della ex clinica privata di Saint Martin de Corléans, il centro anziani dell’ex hotel Bellevue a Saraillon, la rotonda di La Rochère nei pressi dell?institut Agricole ecc… ).

Stesso ritardo sta subendo il progetto di un’area verde attrezzata dietro le scuole medie Saint-Roch, approvato dalla Giunta comunale dieci anni or sono, sulla base di una mozione del Consigliere di Rifondazione comunista Pucci, riproposta di recente dal Consigliere di Rifondazione comunista Valter Manazzale.

Una piccola area dedicata in particolare modo ai bambini, ma non solo.
A tutto ciò si è aggiunto, nonostante il giudizio negativo del comitato di quartiere, la costruzione del ponte sul Buthier, pericoloso come dimostrano i numerosi incidenti che si ripetono ed oggi anche poco utile.

I marciapiedi su lato orografico sinistro del Buthier non sono facilmente praticabili per chi ha difficoltà a deambulare;

la mai attuata pedonalizzazione delle strade attorno all’Arco d’Augusto.

Piccoli esempi che mettono in evidenza come in questi dieci anni (dal 2000) l’amministrazione Grimod non solo non ha capito le esigenze dei cittadini ma non ha saputo valorizzare la città e i suoi quartieri.

La lista “A sinistra per la città” è una lista civica formata dai comunisti del PRC e del PDCI, dai radicali dell’ASSOCIAZIONE LORIS FORTUNA e da molte persone che si riconoscono nei valori della sinistra.

I nostri candidati credono profondamente nel confronto tra i cittadini, i differenti soggetti sociali e le istituzioni per risolvere i problemi e per questo si impegnano a promuovere i seguenti strumenti di partecipazione:
• tavoli delle risorse dei quartieri; comitati di quartiere, eletti dai cittadini e riconosciuti dalle istituzioni; forum dei comitati spontanei, rete informatica comunale, possibilmente wi-fi e con softwer liberi ;






ciclostilatomezzipropriaostaviamochet19aprile2010

I miei due anni in consiglio comunale


Valter Manazzale – Federazione della sinistra – mana61@tiscali.it


Sono entrato in Consiglio comunale a luglio del 2008, in sostituzione di Roberto Louvin eletto in consiglio regionale.

Quando ho presentato in aula le linee politiche che avrei seguito nella mian azione di Consigliere ho precisato che con la mia presenza tornava in Consiglio comunale una sensibilità politica, quella dei comunisti, che per troppo tempo era stata assente e che i miei obiettivi principali erano quelli di curare gli interessi dei lavoratori, intesi come lavoratori dipendenti, i piccoli commercianti e i piccoli artigiani. Cioè curare gli interessi di tutte quelle categorie che nessuno è intenzionato a rappresentare in quanto non sono portatori ne di interessi economici ne di potere. Insomma i lavoratori e i loro diritti.

Mi sono pertanto occupato con delle mozioni di chiedere la trasformazione di posti di lavoro a tempo determinato dei lavoratori di INVA, società interamente pubblica (Regione USL e Comune) che si occupa dell’informatica nel settore pubblico e la risposta fu che avrebbero provveduto nell’ambito della ristrutturazione della azienda, di lì a pochi mesi; la stabilizzazione del personale precario del Comune di Aosta che ad una prima risposta del Sindaco si pensava fossero solo quattro/cinque, e comunque che il comune di Aosta non poteva intervenire perché mancavano le norme attuative; la risposta non solo non mi convinse ma sapevo, come ho poi ribadito nella mia risposta, che al comune di Pont-Saint-Martin si era provveduto a stabilizzare un precario.
Ma la cosa strana fu che quando ripresentai la mozione perché la Regione aveva emanato le norme attuative, i lavoratori interessati ad un provvedimento di stabilizzazione erano scomparsi… Non solo: ne il sindaco ne il segretario generale sapevano che la legge regionale di bilancio 2010 portava al suo interno la norma per la stabilizzazione.

Il tema del lavoro e dei diritti è poi tornato alla ribalta anche quando negli ultimi mesi si è provveduto all’approvazione delle deliberazioni per la creazione dell’ato - ente unico interamente pubblico – che sostituirà il servizio dell’acquedotto municipale nella gestione integrata del servizio idrico.
Il problema che ho sottolineato nelle varie riunioni consiliari e commissioni non era tanto la creazione dell’ato che garantiva comunque la proprietà pubblica dell’acqua e della sua distribuzione quanto garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e salariali e la possibilità da parte dei lavoratori di poter scegliere entro un certo tempo dato se rimanere far parte del personale comunale – quindi essere impiegati in altri servizi - o se passare definitivamente nel personale del nuovo ente.

Un altro tema che ho seguito con particolare interesse è stato quello della rappresentanza dei cittadini, tramite i comitati di quartiere e/o dei comitati spontanei anche monotematici.

Dopo mesi che il Comitato per il Viale della Pace chiedeva, inutilmente, al Sindaco e all’assessore competente un incontro per sottoporre loro domande e richieste ho deciso, d’accordo con il coordinatore del Comitato, di chiedere all’assessore di discutere in commissione dell’argomento V.le della Pace. Le commissioni sono pubbliche e con questo “stratagemma” il comitato ha avuto la possibilità di conoscere i risultati delle verifiche dei tecnici e le intenzioni dell’amministrazione comunale direttamente dalla loro voce.

Con alcuni compagni ho anche deciso di incontrare i Comitati di Quartiere della città per conoscere i problemi dei quartieri e capire cosa intendevano per istituzionalizzazione dei Comitati e il ruolo che questi avrebbero dovuto avere.
In realtà ho preso contatto solo con i comitati dei quartieri Arco d’Augusto, Cogne e Dora e con il Presidente del coordinamento dei comitati.

E’ dai comitati di quartiere e spontanei che ho capito quanto fosse importante parlare di condivisione, di partecipazione con i cittadini, ma quanto questo fosse visto dagli attuali amministratori come il fumo negli occhi. Infatti è molto più complesso agire se qualcuno - non solo la minoranza del Consiglio comunale – controlla la tua azione, sia questo un comitato o un gruppo di cittadini organizzato.
L’esempio più concreto di ciò l’ho verificato quando mi sono occupato della realizzazione del contratto di quartiere II (una serie di opere necessarie e di abbellimento del quartiere Dora) che prevedeva una cifra, tra le spese obbligatorie, per permettere alla popolazione di intervenire, condividere e alla fine decidere tra i progetti.
Nulla di tutto ciò. L’unica risposta alle mie domande (mozione) è stata che se la Giunta avesse dovuto monetizzare le energie spese e i costi per andare e venire dal quartiere per parlare con il Comitato, il tavolo delle risorse e la parrocchia sicuramente la spesa sarebbe stata infinitamente superiore a quella prevista.

La falsa attenzione nei confronti dei cittadini che s’impegnano per la loro città l’ho rivista più volte, ma emblematico è stato il rapporto con il Comitato di Quartiere Arco D’Augusto ed in particolare per il famoso “Ponte nuovo sul Buthier”. Tutte le critiche del Comitato sull’opera si sono rivelate veritiere (pericolosità, incidenti, lunghe code) e lo scontro con la Giunta è stato molto duro. Il comitato aveva ragione tant’è che l’Amministrazione comunale ha dovuto riportare la situazione veicolare alla situazione precedente alla costruzione del ponte.

Volendomi occupare dei lavoratori ho trovato naturale occuparmi anche degli ex lavoratori ovvero dei pensionati.
Esiste oramai in molto comuni italiani un’assicurazione per gli anziani ultra sessantacinquenni che prevede per una cifra minore a 1 euro a persona una serie di servizi: la copertura parziale dei danni per i furti e le rapine, ma anche per piccoli problemi come il rifare la chiave, sostituire la serratura, il viaggio di ritorno a casa in caso di rottura o furto del mezzo.

Ogni comune ha il suo regolamento: se si vuole si possono assicurare solo i settantenni, fissare un reddito per poter godere dell’assicurazione e la spesa potrebbe essere abbattuta se fosse considerata in parte una sponsorizzazione.

I temi affrontati in questi due anni sono stati comunque molti: l’allargamento dell’ospedale ad est con le conseguenze negative sul traffico e sulla città; il polo universitario che porterà allo stravolgimento di quel lato della città senza che il comune sappia la cosa principale: quale università; la città e i suoi problemi: vedi la zona del passaggio a livello di via Piccolo San Bernardo; le multe per il rispetto delle zone a traffico limitato; la piscina coperta degli anni settanta che non è più sufficiente all’utenza cittadina; l’illuminazione di via Garibaldi; i parchi cittadini di San Rocco, Saumont, Stadio Puchoz, e Tourneuve; l’interporto di cui condividiamo la filosofia, ma che ancora oggi non ha l’adesione dei principali corrieri della città; l’applicazione di un principio fondamentale alla tassazione sui rifiuti: la tassa la paga solo chi produce i rifiuti; un capitolo a parte per concludere questa piccola cronaca della mia vita da consigliere comunale: case popolari; case a canone concordato (proposta di acquistare alcuni alloggi nei palazzoni della speculazione di viale F. Chabod); aumentare il numero delle case da assegnare come alloggi popolari inserendo alcune delle case libere del Quartiere Cogne.

venerdì 9 aprile 2010

CANDIDATURE e PRIMARIE A SINDACO DELLA CITTA DI AOSTA 11aprile 2010




Le primarie a Sindaco sono state organizzate dall'ALLEANZA AUTONOMISTA PROGRESSISTA formata da ALPE, FEDERAZIONE DELLA SINISTRA (prc e pdci) e ASSOCIAZIONE LORIS FORTUNA e si terranno domenica 11 aprile 2010 nei seggi allestiti in appositi gazebo nelle seguenti località:

Via Croce di Città – Viale della Pace – Arco d’Augusto – Quartiere Cogne (Immacolata) – Quartiere Dora – Via Conte Crotti – Excenex – Signayes – Porossan)

I candidati a Sindaco alle primarie sono tre:
Paolo Momigliano Levi, PER LA SINISTRA;
Carlo Curtaz per l'ALPE;
Mario Vietti per l'ALPE.

Invitiamo tutti cittadini a partecipare perché è solo con la partecipazione dal basso, che si potrà costruire un’alternativa all’attuale sistema di potere unionista e alle sue recenti derive verso l’attuale Destra berlusconiana e leghista.

Ricordiamo a tutti che l'Allenaza tiene aperte le porte al PD che non ha ancora deciso cosa farà da grande!!!

Date fiducia all'Alleanza Autonoista Progressista

PAOLO MOMIGLIANO LEVI:Conosciamo il candidato alla carica di Sindaco della sinistra alle primarie del comune di Aosta.





estratto dell'intervista di Alessandro Pascale al candidato a Sindaco della Sinistra alle primarie dell'11 aprile 2010, organizzate dall'Alleanza Autonomista Progressista in occasione delle elezioni comunali di Aosta (leggi tutto sul sito del PRC o sul Bog dedicato agli amici e sostenitori del candidato


Quando e perché hai iniziato a far politica?

Personalmente credo che si possa far “politica” ovunque e spero che la mia passata attività d’insegnante e di ricercatore abbia fornito occasioni di riflessione e stimoli al pensiero critico. Se dopo una vita spesa in questo lavoro, oggi ho sentito il dovere di scendere in campo è perchè da uomo e da cittadino mi sembra di poter cogliere, riferite al presente, quella crisi della democrazia rappresentativa e quella speculazione ideologica ed economica sulle componenti della società più facilmente strumentalizzabili, le cause di fondo che hanno aperto la strada all’autoritarismo ed alla cancellazione dello Stato di diritto e dei diritti/doveri dei cittadini.

Che significato dai alla politica? Quali sono i tuoi valori?


I miei valori ruotano attorno al rispetto della persona, che è poi rispetto della sua dignità, nel lavoro e nella partecipazione al bene comune, con un forte impegno per la giustizia sociale,

Vorrei essere guidato nelle mie azioni, soprattutto da primi due articoli della Costituzione,: “L’talia è una repubblica fondata sul lavoro…. Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge….” E vorrei qui richiamare un altro principio fondamentale: quello per cui tutti devono contribuire al progresso sociale in misura dei propri averi: le tasse costituiscono nella forma più tangibile, la base di una reale sensibilità per il bene comune. Chi non le paga deve essere escluso dai servizi pagati dalla cittadinanza.

Cosa ne pensi dell’attuale situazione italiana? Come giudichi l’operato del governo Berlusconi?

La risposta a questa domanda è contenuta in quanto ho detto sopra. Potrebbe essere riassunta in uno stato d’animo che non avevo sin qui provato nei decenni della “prima repubblica”, quantunque non esente da gravi difetti: ed è uno stato d’animo prodotto dalla vergogna di essere italiano; vergogna che non posso lasciare isterilire in una semplice protesta della mia coscienza. Quando il semplice rispetto delle persone è bollato con il termine spregiativo di “buonismo”; quando chi cerca di fare giustizia è definito “giustizialista”; quando il falso in bilancio non è reato; quando lo “scudo fiscale” altro non è che che una copertura per chi evade, bisogna scendere in campo. C’è il rischio, infatti, - confermato da tante operazioni orchestrate da chi ci governa, che la democrazia, per cui tanti si sono sacrificati, diventi un grimaldello nelle mani di chi oggi ha la maggioranza grazie al voto popolare, per scardinare i presupposti stessi della democrazia: il riconoscimento del ruolo del Parlamento, il riconoscimento che una democrazia moderna si fonda sullo scrupoloso rispetto della divisione fra il potere legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario: un rispetto che deve tradursi in scelte concrete per attuare i principi fondamentali della Costituzione (ed in Valle d’Aosta anche dello Statuto speciale). La lotta - perchè tale è - contro l’evasione fiscale , la lotta non solo contro la pervasività del sistema mafioso, ma anche contro la sopravvivenza di quelle tentazioni golpiste che continuano ad ispirare gli aderenti alla P2, la lotta contro le demagogia e a difesa dell’etica politica e della moralità personale deve impegnare chi crede davvero nei valori che hanno ispirato l’antifascismo e la Resistenza ed unito parti politiche di diversa ispirazione nella lotta contro un comune nemico.

La crisi della democrazia, si sposa con la crisi dell’occupazione, con la precarietà del lavoro, con la contrapposizione fra i “veri italiani” e gli immigrati comunitari ed extra comunitari e lascia spazio ai rigurgiti xenofobi, se non razzisti tout court, di chi dimentica che in un recente passato gli italiani costretti ad emigrare all’estero, ma anche nelle regioni più ricche del loro paese, sono stati oggetto di pregiudizi e di ostracismo: ci sono volute almeno due generazioni perchè ai “barbari” fosse riconosciuto un ruolo positivo nel tessuto sociale.


Quali sono secondo te i problemi principali da affrontare in Valle d’Aosta oggi?


Credo che, in una visione molto amplia, quelli che sono oggi e saranno ancora per molto tempo i fattori di crisi possano restituire maturità politica e dignità sociale a tutti coloro che in Valle d’Aosta - ai vari livelli - hanno pensato che ai loro problemi, mal che vada, qualcuno avrebbe posto rimedio. L’eccesso di delega cancella l’autonomia, la democrazia e mortifica le capacità personali.

lunedì 5 aprile 2010

I COMMERCIANTI SI LAMENTANO ED HANNO RAGIONE


comunicato stampa

A più riprese si è discusso e non solo in consiglio comunale della vocazione turistica della città di Aosta. L’Assessore Giordano ha più volte descritto la nostra città ricca di tesori storici che il turista ma anche il cittadino non possono fare a meno di notare percorrendo qualsiasi delle sue strade, senza contare il magnifico ambiente naturale che la fa da cornice.

Eppure ad Aosta manca qualcosa…forse la mentalità necessaria o forse l’incapacità a copiare i tanti esempi che vengono dalle cittadine dei territori d’Oltralpe.

I commercianti si lamentano della burocrazia ed hanno ragione: la normativa per i dehors è arrivata in consiglio comunale dopo una lunga interminabile serie di rinvii ed oggi che è stata approvata non è ancora completa ( pensiamo ai gazebo invernali, alla mancanza di indicazioni sul tipo di strutture, indicazioni che una volta decise potrebbero “bocciare” i gazebo esistenti, e allora si che i costi salirebbero alle stelle,…).
Non meno adatta a risolvere i problemi di una cittadina turistica la normativa che riguarda il numero di decibel che si possono raggiungere la sera. Chi non ricorda il caso eclatante del Caffè du Moulin dove un vicino si lamentava per il troppo rumore e quindi denuncie, polizia, chiusura e riapertura, del locale e naturalmente ricorsi in tribunale.
Oggi la normativa prevede che non si possano superare i 45 decibel oltre le ore 22: come dire ai turisti che dopo le dieci di sera devono andare tutti a nanna!!

Tutto ciò può far arrabbiare i commercianti, ma non può essere, da sola, la causa delle chiusure continue delle attività.

Non nonostante l’Assessore Giordano abbia anche recentemente ribadito l’inversione della tendenza, prima sempre negativa, fra il numero di chiusure e aperture di aziende nel 2009, e nonostante la simpatica campagna promozionale IOC’ENTRO, i problemi per gli esercenti sono continuati. La continua apertura di ipermercati, supermercati, gli affitti troppo alti, lavori che continuando nel tempo portano non pochi danni ai commercianti delle zone interessate.

A riprova sono i continui subentri che permettono al negozio di continuare a rimanere aperto magari cambiando genere merceologico, ma questo significa anche che le aziende, cioè i commercianti hanno chiuso la loro attività come quelli che non hanno più aperto…

Eppure per il comune di Aosta il sole continua a splendere.


Federazione della sinistra
Valter Manazzale

NON AVEVO ANCORA VISTO IL PEGGIO - Consiglio comunale 23 e 24 marzo 2010 -



SINTESI

Pensavo di aver visto oramai di tutto, ma un assessore che non risponde alle richieste di informazioni di un Consigliere non lo avevo ancora visto!!

L'Assessore Cossard non solo si rifiuta di rispondere alle mia mozione che nasce da una sua dichiarazione di disponibilità a spiegare l'attività svolta e le spese sostenute in occasione della inaugurazione della cittadella dei Giovani ed il programma per il 2010, ma mi accusa di voler cercare motivi per sparare (mio termine) sulla Cittadella e mi invita a chiedere i dati direttamente agli uffici competenti.

In un breve intervento ho messo in evidenza che nessun Assessore si sarebbe mai comportato in tal modo e che l'arroganza dell'Assessore non offende solo me, ma tuto il consiglio comunale.

La querelle con Cossard continua quando presento la mozione successiva che mette in evidenza la necessità di un coordinamento tra le diverse strutture per lo spettacolo e la cultura della città che con i prossimi anni andranno ad aumentare di numero per evitare una concorrenza negativa.

Cossard è come assente, non risponde e continua a guardare l'opposizione tutta con un sorriso sardonico. Al suo posto almeno per la parte di competenza risponde l'assessore Giordano che spiega come si è mosso in questi due ultimi anni per evitare scontri tra i diversi organizzatori.

La differenza di atteggiamento tra i due assossori è netta. Giordano può avere posizioni diverse dalle mie e possiamo anche avere un confronto duro ma rimane sempre nella correttezza istituzionale

La mozione sulla stabilizzazione dei precari è la ripresa di una precedente mozione sullo stesso tema perchè il Sindaco ha dichiarato, allora, nonostante gli abba fatto presente che è già stato fatto dal comune di Pont-Saint-Martin, di non poter procedere alla stabilizzazione del personale (4/5 persone)perchè mancava la legge regionale di applicazione.

La mozione chiedeva pertanto al Sindaco, oggi, di conoscere se aveva provveduto a stabilizzare il personale precario del comune visto che con la legge di bilancio lsa regione aveva provveduto ha regolamentare la stabilizzazione.

La risposta del Sindaco è stata che non avevano personale da stabilizzare, ma che comunque l'amministrazione regionale non aveva ancora regolamentato la materia.

Inutile insistere.Anche il Segretario comunale appoggiava questa teoria.

Anche l'assicurazione per gli anziani è la ripresentazione di una precedente mozione sullo stesso tema. L'ho riprentata perchè doveva essere discussa in commissione ma finora nulla.

Un servizio utile per gli anziani dal costo molto basso per il comune che poteva essere ridotto maggiormente se alle assicurazioni invitate a presentare le proprie offerte si chiedesse di dare un valore anche di sponsorizzazione.

valter manazzale


LE MOZIONI


CITTADELLA DEI GIOVANI:RENDICONTO ATTIVITÀ
E PROGRAMMA 2010



visto il programma delle iniziative organizzate in occasione della inaugurazione della Cittadella dei Giovani;

visto che le attività previste in occasione della inaugurazione della cittadella non sono state tutte realizzate;

visto che ad oggi, fine marzo 2010, non è ancora conosciuto il nuovo programma della cittadella

il Consiglio Comunale
chiede
al Sindaco e agli Assessori competenti

• di comunicare le iniziative svolte e quelle no in occasione dell’inaugurazione della Cittadella, di presentare ai consiglieri il consuntivo delle spese;
• di presentare il nuovo programma della cittadella del 2010, non solo quello spettacolare e il bilancio preventivo delle iniziative.



STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE PRECARIO


Visto la crisi economica che nonostante le teorie di Confindustria a cui sembra avere aderito anche questa Giunta, “…sono evidenti i segni della ripresa economica…” continua ad investire tutto il pianeta ed anche la Valle d’Aosta,

Visto che il Governo Prodi ha realizzato uno strumento legislativo della stabilizzazione con l’obiettivo di trasformazione dei rapporti di lavoro precari (assunzioni a tempo determinato, co.co.co. e co.co.pro) in rapporti di lavoro a tempo indeterminato (legge n. 296/2006 - finanziaria del 2007);

Visto che il Governo ha prorogato la validità di questo strumento fino al 2012; nonostante il parere negativo del ministro per le politiche contro i lavoratori Brunetta che avrebbe voluto la decadenza di tale strumento legislativo per non favorire i soliti fannulloni,

visto che la conversione in legge del dl 78/2009 ha confermato la stabilizzazione dei contratti precari fino al 2012 e i requisiti previsti alla legge 296/2006 e la circolare interpretativa dell’Anci – Associazione nazionale comuni italiani;

Visto la precedente mozione di indirizzo presentata dal Gruppo comunista negli ultimi mesi del 2009 che chiedeva la stabilizzazione del personale comunale precario;

Vista la risposta del Sindaco che indicava in poche unità il personale che al momento avrebbe potuto godere della stabilizzazione e la decisione della Giunta di attendere, come indicato dal CPDEL, una normativa regionale che regolamentasse la materia;

Visto la l. r. n. 11/2009 avente per oggetto “Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (Legge finanziaria per gli anni 2010/2012)” che all’art. 2 comma 2 riporta “Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli enti locali valdostani, nel limite dei posti disponibili nella dotazione organica, possono procedere alla stabilizzazione del personale non dirigenziale, in servizio nel corso dell'anno 2009”;

Visto che la l. r. n. 11/2009, sempre all’art. 2 comma 2, indica i requisiti per poter provvedere all'assunzione “per stabilizzazione” del personale in servizio nel corso dell'anno 2009

Nonostante la norma regionale sia più restrittiva di quella nazionale perché non tiene conto dei lavoratori assunti dalle pubbliche amministrazioni con contratti co.co. co e co. pro o come consulenti che nella realtà dei fatti sono dei dipendenti a tutti gli effetti

il Consiglio comunale
chiede
al sindaco e alla Giunta comunale


• di portare a conoscenza del consiglio il numero e la qualifica dei lavoratori precari, a qualsiasi titolo, che lavorano per il comune di Aosta e il numero dei lavoratori precari rientrano in un procedimento di stabilizzazione;
• di adottare le iniziative per la stabilizzazione del personale precario visto il termine perentorio dei sei mesi dalla entrata in vigore della legge regionale n. 11/2009.



COORDINAMENTO DEGLI SPAZI PER LO SPETTACOLO


Visto la mozione precedentemente presentata dal Gruppo comunista che chiedeva al Sindaco e agli Assessori competenti di informare il Consiglio comunale sul futuro del Teatro Giacosa in vista, allora, dell’apertura della Cittadella dei Giovani e del Teatro ex Cinema Splendor;

visto la risposta dell’Assessore competente che informava il Consiglio comunale delle varie possibilità di trasformazione e/o gestione del Teatro Giacosa (dedicato alle compagnie locali, professionali e non, al cinema 3D o al digitale o a più attività, ecc…);

visto l’apertura dello spazio per lo spettacolo della Cittadella dei Giovani che ospita molte attività non prettamente dedicate ai giovani (dai 14 ai 29 anni);

Visto la probabile apertura nel 2011 del Teatro ex Cinema Splendor;

visto in un futuro non troppo lontano il trasferimento della Fondazione Istituto Musicale nella nuova sede la Tour des Baillis che dovrebbe essere dotata di un auditoriun per circa 200 posti;

visto finora la mancanza di una politica comunale che deve integrarsi con quella degli altri enti gestori affinché le strutture – tutte pubbliche – non abbiano a perdere della presenza nello stesso territorio di più offerte di spazio per lo spettacolo (Teatro Giacosa, Théatre de la Ville e Cittadella dei Giovani, oggi, Teatro ex Cinema Splendor auditorium della Fondazione Istituto Musicale, domani)

il Consiglio comunale
chiede
al Sindaco e alla Giunta comunale


• di farsi promotore di una politica per l’uso delle strutture per lo spettacolo che eviti il crearsi di una sterile quanto dannosa concorrenza;
• di farsi promotore di un coordinamento dei soggetti gestori delle strutture per lo spettacolo e la cultura per creare le giuste opportunità e soddisfare le esigenze di quanti ne fanno richiesta



L’ANZIANO E’ PARTE DELLA COMUNITA’


Visto l’alto numero di anziani ultra sessantacinquenni presenti nel territorio del comune di Aosta - circa 8337, secondo i dati forniti dal sito statistica del comune - e la tendenza indica un loro continuo aumento nei prossimi anni.

Visto la situazione di crisi socio-economica perdurante che il nostro paese ed in particolare la nostra regione sta vivendo;

visto i risultati ottenuti dalle riforme delle pensioni - l’ultima quella del 23 luglio 2008 – che hanno di fatto perpetuato la situazione economica negativa degli anziani;

Visto che la maggior parte di questi anziani, a parte quelli in grado di poter svolgere un lavoro, magari in nero, vive con pensioni al minimo o di poco superiori ed ha difficoltà a raggiungere la quarta se non la terza settimana del mese;

Visto che la maggioranza degli ultra sessantacinquenni vive la propria condizione di anziano come condizione di debolezza, non solo economica, di solitutidine e a volte di emarginazione;

Visto l’alto numero di truffe, furti e scippi che hanno come obiettivo anziani ultra sessantacinquenni;

visto le esperienze di città di differenti grandezza come, tra le altre, Roma, Milano, Bologna, Firenze, Fiesole, Buccinasco ed Asti; Como e Perugia che hanno provveduto a stipulare, a loro spese, una polizza assicurativa a favore degli anziani ultra sessantacinquenni;

Visto in particolare l’esperienza di Asti che ha stipulato nel una polizza assicurativa gratuita per i suoi 16.000 anziani ultra sessantacinquenni dal costo di 0,98 centesimi pro capite (per una spesa totale di 15.680,00 € annui) che prevede l’assistenza all’abitazione, alla persona ed economica a copertura dai rischi di furti e scippi, dalla perdita o rottura di oggetti come le chiavi di casa, dai danni agli alloggi, in caso svaligiamenti, dai vandalismi, dai guasti al sistema elettrico, dalla rottura di un vetro accidentale o meno, dalla necessità di far intervenire un fabbro in caso di smarrimento delle chiavi di casa, un falegname o un idraulico per interventi urgenti…

IL CONSIGLIO COMUNALE

invita


il Sindaco e la Giunta a studiare, verificare, sperimentare e poi adottare anche per il comune di Aosta una simile polizza assicurativa che da una parte dia un aiuto concreto agli anziani ultra sessantacinquenni residenti nei settori dell’assistenza all’abitazione, alla persona, ed economica e dall’altra che li faccia maggiormente sentire parte di una comunità

UN BRUTTO CONSIGLIO COMUNALE E DINTORNI. Consiglio comunale del 23, 24 e 25 febbraio 2010





L’andamento del Consiglio comunale del 23, 24 e 25 febbraio scorso, ha confermato, se potessero ancora esserci dei dubbi, che la Giunta comunale non ha alcuno rispetto del ruolo della minoranza e che tutti i discorsi sul confronto e sulla disponibilità a cooperare per risolvere i problemi dei cittadini sono parole vuote. Nella realtà la maggioranza forte di un sistema maggioritario che le garantisce la sicurezza tratta la minoranza come fastidiosa e velleitaria.
Tre ne sono gli esempi.
Una mozione per l’ampliamento e la ristrutturazione della piscina regionale coperta di Aosta, ripresentata epurata dalle critiche politiche e condivisa nel suo contenuto dall’opposizione, dalla Regione e anche da buona parte della maggioranza del consiglio comunale non viene approvata perché non si può lasciare spazio all’opposizione.

La mattina del 24 febbraio, in commissione, il Sindaco, l’Assessore, il dirigente e gli avvocati del comune hanno risposto alle domande dei consiglieri interessati su alcuni quesiti che riguardano l’affido in concessione della Cittadella dei Giovani: è possibile che nonostante la rescissione dell’azienda Master Data di Magliano dall’a.t.i. (associazione temporanea di imprese) undicicento si sia aggiudicata la gara?
Per l’opposizione con la rescissione venivano a mancare i requisiti richiesti: la professionalità e la continuità nell’organizzazione di spettacoli musicali ed eventi culturali, requisiti in possesso solo a Master Data. Le altre due aziende inoltre non hanno dato prova nei curricula di professionalità e di continuità di interventi a favore dei giovani dai 14 ai 29 anni, la fascia di età a cui è dedicata l’attività della Cittadella. Ai nostri dubbi, il dirigente e gli avvocati hanno risposto che i requisiti non devono per essere posseduti obbligatoriamente dalle aziende che formano l’a.t.i, ma è sufficiente che anche solo una delle aziende del team – cioè delle aziende che si sono dette disponibili a lavorare con l’a.t.i. li possegga.
Né il dirigente ne gli avvocati hanno risposto in maniera esauriente: Nessuno ha tenuto conto infatti che il bando chiedeva dei pre-requisti senza i quali non si poteva partecipare alla gara. I requisiti del team dovevano essere valutati successivamente.

Il massimo dei minimi si è raggiunto con l’approvazione del PUD per la trasformazione della Caserma Testafochi in sede dell’Università della Valle d’Aosta.
Un progetto con i suoi pro e contro, ma sinceramente interessante che prevede di trasformare non solo l’area delle caserme, ma anche una bella fetta della città, circa 85.000 mq. con molto verde, parcheggi sotterranei e una nuova viabilità.
Ed è proprio la viabilità il primo neo del PUD: via Monte Solarolo diviene a traffico limitato (solo per i residenti) caricando il traffico sulla via parallela Monte Pasubio e sulle vie laterali, come via Cesare Battisti (dove ci sono le Poste) che diventeranno molto trafficate alterando equilibri consolidati da anni. Ma la cosa più triste è che mentre noi approvavamo un PUD flessibile, con ben pochi limiti, la Regione aveva già redatto il testo per la gara d’appalto del progetto esecutivo basandosi sul progetto preliminare che udite, udite aveva suscitato parecchie perplessità nell’opposizione.

Quale giudizio dare su un’amministrazione comunale che è succube della Regione e che finge il confronto?
Valter Manazzale

domenica 4 aprile 2010

CONSIGLIO COMUNALE 21/01/2010



Alcune note sul bilancio preventivo 2010 e triennale 2010 2011 2012


Questo bilancio non mi sembra molto brillante: aumentano le entrate legate ai tributi (ICI, TARSU ecc…) nonostante la profonda crisi economica che colpisce la Valle e che dovrebbe portare ad una diminuzione delle entrate delle famiglie. Pensiamo all’addizionale IRPEF che nella sua applicazione non subisce alcuna modifica (invariata l’aliquota e invariata la fascia del reddito esente, 10.000 € ) eppure il suo importo è indicato in aumento. Spero che tutto ciò non sia legato alle previsioni positive di Confindustria sulla crisi.
Ma il Comune non è un’azienda, è un istituzione pubblica che deve pensare ai suoi cittadini e non al profitto. Al massimo potrebbe essere paragonato ad una cooperativa.
Eppure, nonostante la crisi, la Giunta comunale non interviene per tentare di alleviare le difficoltà dei cittadini meno abbienti, non so, se facciamo riferimento all’addizionale Irpef, aumentando la fascia dei redditi esente a 15.000,00 euro e l’aliquota di mezzo punto. Sono molte le soluzioni…
Vedremo a consuntivo….

Qualcosa mi dice che visto l’andamento del bilancio soprattutto per quanto riguarda i trasferimenti ridotti da parte della Regione - nel 2011 - ci sarà la sorpresa: l’aumento delle tasse. Non oggi che ci sono le elezioni comunali.

Bilancio che come dicevo vede nel complesso dei trasferimenti della regione un aumento dovuto soprattutto alla presa in carico dei famosi 39 bidelli. Per il 2010 e poi si vedrà.

Nelle entrate extratributarie, voce di primaria importanza sono diventate le multe ed in particolare il 2010 sarà l’anno boom delle multe. il Comune ha creato infatti le zone pedonali e a ztl, per fare cassa grazie alle telecamere di sorveglianza. Telecamere che nei prossimi mesi saranno cambiate (altri soldi spesi) per avere un miglior controllo e per impedire che qualcuno possa sfuggire al suo castigo.
Il costo di queste naturalmente saranno a carico della comunità…

Certo questi servizi non li possiamo far fare ai vigili urbani che magari farebbero il loro lavoro scoraggiando con la loro presenza atti illeciti. La presenza dei vigili avrebbe due conseguenze negative: costano e non incassano quanto le telecamere. Inoltre non abbiamo abbastanza forze di polizia perché sono sotto organico e poi sono impegnate a fare i servizi di controllo con le altre forze di polizia.
Un bilancio caratterizzato da un ingente alienazione di beni per 4.650.000 € senza i quali l’amministrazione comunale si troverebbe maggiormente in difficoltà e che i revisori dei conti non hanno intercettato perché scrivono che le alienazioni e i trasferimenti in conto capitale sono diminuiti.
Insomma un bilancio contrassegnato da previsioni sulle entrate da tributo misteriose, da trasferimenti regionali in calo e pertanto dalla necessità di fare cassa: multe e alienazioni sono infatti entrate significative di questo bilancio.

Certo non è il bilancio di un comune che vista la crisi impegna maggiori fondi per i meno abbienti che non sono solo i poveri ma anche quelli che come si dice non riescono arrivare a fine mese o che devono per necessità rinunciare ad alcune spese per pagare l’affitto e comprarsi da mangiare. Livelli pertanto differenti di difficoltà ma esistenti anche ad Aosta.
Ma non è neanche il bilancio di una città che vuole governare il proprio futuro: pensiamo al piano strategico, al piano della viabilità, al nuovo ospedale, alla pedonalizzazione di alcune zone come quella dell’Arco d’ Augusto, che è tornata ad essere quella di prima nella sua viabilità con l’aggiunta di un ponte bianco quasi inutile, ma carino che fa il paio con quello di bianco di Pollein, quasi, quasi potremmo venderlo per fare cassa o almeno per recuperare i soldi spesi, alla gestione della cittadella dei giovani che non deve solo organizzare concerti, ma anche occuparsi dei giovani, delle loro aspirazioni e dei loro problemi.
Un comune che non ha saputo dimostrare la propria autonomia politica dall’ente regionale erogatore dei fondi nonostante la compagine politica simile PD a parte.

Un comune che dice di voler rendere partecipe i cittadini delle scelte dell’Amministrazione comunale, ma che, a parte qualche sporadico intervento del “popolo della rete”, non è riuscito a creare una vera di comunicazione con i comitati di quartiere che chiedono di essere istituzionalizzati – succederà nella prossima legislatura?
Un’amministrazione dovrebbe avere con i suoi amministrati ed in particolare con le associazioni di cittadini come i comitati di quartiere o i comitati spontanei che nascono anche sul singolo tema.

Un atteggiamento non certamente positivo:
pensiamo alle richieste del comitato del V.le della pace alle quali il comune ha risposto mesi dopo quando un consigliere ha deciso di fare una mozione che riguardava le richieste del comitato;
pensiamo al gruppo di cittadini preoccupati che si sono riuniti per capire quanto accadeva e accadrà nella loro zona con il PUD di V.le F. Chabod e con gli altri progetti di trasformazione della zona; pensiamo al comitato del quartiere Dora che ha semplicemente richiesto di attuare quanto previsto dal progetto di quartiere II e cioè di rendere partecipe la popolazione al progetto, non facendo solo delle assemblee ma informando e valutando le risposte dei cittadini: la parola d’ordine doveva essere condivisione;
pensiamo ai comitati che sono mal considerati perché non condividono le scelte dell’amministrazione comunale come quando si sono preoccupati dei rischi che possono correre i futuri abitanti di zone troppo vicine alla Cogne e sono stati accusati dalla maggioranza in comune di essere portatori di altri interessi;
pensiamo al ponte sul torrente Buthier, opera inutile in questo momento che doveva essere costruita alla fine della realizzazione di un percorso che avrebbe portato prima alla pedonalizzazione dell’area dell’arco d’Augusto e poi alla costruzione del nuovo ponte;
pensiamo alla politica di un comune dove conta di più l’apparire che l’essere come dimostra la costruzione della Cittadella dei Giovani, bella e importante struttura per i giovani e l’eliminazione del servizio di educatori di strada, il servizio che serve proprio a prevenire il disagio giovanile.
Una cittadella che assorbe energie umane e economiche distogliendole dal territorio tant’è vero che le amministrazioni che avevano deciso di occuparsi dei giovani nei loro comuni si trovano con ben pochi fondi perché anche la regione ha deciso di finanziare il “bel luogo” piuttosto che le piccole realtà del territorio.
pensiamo ad un comune che decide di occuparsi della crisi finanziando la pubblicità gratuita degli esercenti che nella settimana conclusiva di ogni mese fanno i loro sconti:
pensiamo ad un comune il cui Assessore alle Attività produttive si dice più tranquillo perché il saldo tra esercizi chiusi e aperti è per la prima volta positivo nonostante i negozi continuino a chiudere jn centro come nelle zone limitrofe.

domenica 14 marzo 2010

GENOVA 2001: FINALMENTE UN PO' DI GIUSTIZIA


IMPORTANTE SENTENZA
DELLA CORTE D'APPELLO DI GENOVA
RICONOSCIUTI I DIRITTI DELLE VITTIME DI BOLZANETO


Il Legal Team Italia accoglie con grande soddisfazione la sentenza della Corte d'Appello di Genova che ha ritenuto la responsabilità penale di tutti i 44 imputati responsabili delle violenze e degli atti di tortura commessi ai danni delle persone detenute nella struttura carceraria di Bolzaneto durante lo svolgimento del g8 del 2001 a Genova.
Per via del meccanismo della prescrizione solo 8 degli imputati hanno subito una condanna a pene detentive.
I responsabili non hanno subito una effettiva punizione in quanto l'Italia non ha ancora adottato una legge che punisca la tortura, in violazione degli accordi internazionali.
Tutti gli imputati sono stati però condannati a risarcire le parti civili e
sono state liquidate alle stesse parti civili (tra cui alcuni genitori delle
vittime) provvisionali di entità considerevole; i Ministeri dell'Interno,
della Difesa e della Giustizia sono stati condannati al pagamento in solido con
gli imputati.
La Corte d'Appello ha applicato la legge esistente senza alcun favoritismo per la qualità degli imputati (tutti ufficiali o agenti delle forze dell'ordine), dopo un lungo e minuzioso lavoro investigativo condotto dalla Procura della Repubblica.
Il ruolo degli avvocati delle parti offese, che sin dai giorni del luglio 2001 hanno denunciato le violenze e le torture, è stato fondamentale; abbiamo raccolto e presentato le denunce delle vittime, sostenuto la ricerca della verità, partecipato ai processi con dedizione e caparbietà, coadiuvati da una efficiente segreteria tecnica che ha portato un contributo fondamentale al
lavoro degli inquirenti.
Si è trattato di un lavoro collettivo, portato avanti da un collegio difensivo a cui hanno partecipato colleghi di tutta Italia e di tutta Europa che riteniamo non abbia precedenti nella storia dell'Avvocatura.
Questo importante risultato è la più evidente dimostrazione di quanto sia fondamentale il ruolo degli avvocati democratici nel sostenere le ragioni delle vittime della violenza dell'apparato statale, e ottenere il riconoscimento dei loro diritti.
Ci auguriamo che questa sentenza avrà un salutare effetto di monito nei confronti di tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine che abbiano la tentazione di non attenersi alle regole della democrazia e del rispetto dei diritti umani.
Il nostro impegno, oltre a proseguire sulla strada del riconoscimento dei diritti violati a Genova durante il g8 del 2001, è ora diretto a sostenere l'approvazione in Italia di una legge contro la tortura e il ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti Umani da alcune delle vittime di Bolzaneto contro l'Italia per la mancata approvazione di questa legge.
Milano, 5/3/2010
Legal Team Italia
www.legalteamitalia.it

il nuovo ventennio


Il golpe strisciante che affossa la Costituzione

di Dino Greco

su Liberazione del 11/03/2010

Questi giorni confusi e convulsi offrono una rappresentazione fedele del pessimo stato di salute della democrazia italiana. L’attacco del governo e del suo indiscusso padrone si è concentrato sul secondo capoverso dell’articolo 1 della Costituzione, che recita: «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Ebbene, esso è stato stravolto da Berlusconi e rovesciato nel suo opposto, sicché lo potremmo rideclinare così: «Il popolo, attraverso il voto, aliena la sua sovranità nelle mani di un monarca che la gestisce come potere assoluto, slegato da qualsivoglia vincolo, regola, norma, procedura, istituzione si frappongano alla realizzazione di ogni suo desiderio o capriccio».
La suprema legge dello Stato, formalmente e sostanzialmente sovraordinata a tutta la produzione legislativa, da perimetro inviolabile è ormai derubricata a legge ordinaria, aggirabile attraverso il più sbrigativo decreto. E a colpi di fiducia. Si chiama dittatura, ancorché della maggioranza. Dico dittatura, perché una volta sradicata la Costituzione non esiste più una cornice condivisa, uno stato di diritto entro il quale sia possibile immaginare il corretto svolgimento della vita politica e civile del Paese. Tutti i poteri messi in equilibrio dall’architettura costituzionale sono posti in discussione e tendenzialmente sussunti dall’esecutivo che mena fendenti in ogni direzione: contro l’ordine giudiziario, contro la Consulta, contro lo stesso Parlamento e, da ultimo, con un’arroganza che avrebbe meritato dal Colle una replica meno timida, contro il Presidente della Repubblica. Bisogna finalmente prendere atto che è in corso una guerra “a bassa intensità”, un vero e proprio sovvertimento, condotto con modalità sempre più aggressive, del quadro istituzionale disegnato dalla Carta. E poiché ogni Costituzione è sempre e dovunque frutto di grandi, epocali rivolgimenti, quello che oggi si sta svolgendo sotto i nostri occhi con un impressionante accelerazione, è un salto di regime. Dove la temperie resistenziale, l’afflato costituente dei primi anni repubblicani sono stati totalmente spazzati via. Di tutto questo vi è solo una parziale e intermittente consapevolezza. Ciò che invece la tiepida opposizione parlamentare non ha affatto capito è che la frana dell’impianto istituzionale è la conseguenza inevitabile del progressivo smantellamento della prima parte dell’articolo 1 della Costituzione. Precisamente, quello che fissa nel lavoro il fondamento sociale e politico dello Stato. L’obiettivo è stato perseguito con metodica tenacia dal blocco sociale dominante e si è tradotto nella sconfitta del sindacato, nella mortificazione del welfare, nell’annichilimento della contrattazione collettiva, nella regressione del diritto del lavoro a diritto commerciale, nella riduzione del lavoro a libero mercato delle braccia, dove dilagano arbitrio padronale, precarietà e rottura dei legami solidali.
Sappiamo che questo è l’esito devastante di una sconfitta di proporzioni storiche del movimento operaio italiano, una sconfitta che ne ha disgregato le fila non meno di quanto ne abbia disorganizzato le idee e la coscienza di sé. Fino al punto da dissolverne la rappresentanza politica, via via consegnatasi, nella sua parte largamente maggioritaria, ad una deriva subalterna e ad una cultura interclassista.
La borghesia italiana, storicamente orfana di un vero approdo democratico, ha finito per consegnarsi a Berlusconi (come un tempo fece con Mussolini), l’uomo che più di ogni altro ne incarna le pulsioni revansciste, sino a vivere gli stessi precetti liberali come un fardello ingombrante.
La cosa si è spinta così in là che è oggi difficile immaginare quale piega prenderà la vicenda politica italiana, soprattutto se essa dovesse dipendere interamente dall’esito di un conflitto interno alle classi dominanti. E se l’opposizione parlamentare continuerà a rimanere “l’opposizione di sua maestà”. Certo è - ma lo si è finalmente capito? - che viviamo una fase di straordinaria emergenza democratica, che fa apparire un vezzo intellettualistico, un astratto duello nominalistico, la disputa se siamo oppure no precipitati nel fascismo. Semplicemente, siamo al punto in cui il Paese sta scivolando lungo una china che porta alla sostanziale soppressione della libertà e della democrazia, come necessario complemento di una società che vive di ingiustizia e di diseguaglianza.
Questo repellente impasto reazionario va contrastato con tutta la forza di cui possiamo essere capaci. Ora. Con lo sciopero, con la lotta politica, con il voto, promuovendo ogni sussulto di partecipazione popolare. Tracheggiare, vivacchiare alla giornata nella speranza che qualche improbabile resipiscenza sgombri il cielo dalle nubi per riannodare i fili di non si sa quale discorso o compromissorio inciucio, significa non avere capito nulla di quello che è già accaduto. E che ancora può accadere.