giovedì 10 dicembre 2009

L'ACQUA E' UN BENE DI TUTTI






Nel corso degli anni abbiamo assistito a numerosi tentativi di privatizzare l'acqua, ricordiamo il tentativo del viceministro Lanzillotta, PD, durante il governo Prodi.
Il confronto all'interno delle forze della sinistra è stato aspro e per fortuna, grazie anche ai comunisti, si è riusciti a sventare questa scelta sventurata.

Oggi, il governo di centrodestra ha realizzato un colpo di mano: l'acqua rimane pubblica, ma la gestione deve essere affidata a enti, almeno misti, dove il privato deve essere il socio di maggioranza.

La motivazione alla base di questa scelta è la razionalizzazione delle spese e un migliore sfruttamento del bene acqua.

Nessuno ha valutato che la gestione privata degli acquedotti in Europa abbiamo dato risultati negativi sia sul lato dei costi per le popolazioni sia sul lato investimenti per migliorare la rete idrica.

L'obiettivo dei privati come sempre è quello di far cassa o meglio di far più utili senza guardare in faccia a nessuno.

Una storia vecchia che si ripete. Il sistema delle aziende miste dove la quota dei privati è maggioritaria o preponderante è stata usato in Africa per favorire la creazione e lo sviluppo degli acquedotti, ma il risultato è stato che i privati, gli unici con conoscenza e capitali, di fatto hanno acquisito e sfruttato la gestione degli impianti con lo stesso risultato: il massimo dei profitto per loro e costi alti per la popolazione.

Noi valdostani siamo fortunati, le nostre acque ci sono state date in gestione per 99 anni e il nostro sistema privilegia la gestione pubblica.

Ma sorge spontanea una domanda: quando l'Union Valdotaine si sarà lasciata incatenare dall'alleanza con il centrodestra siamo sicuri che riuscirà a mantenere questa ed altre prerogative?

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