domenica 20 dicembre 2009

Consiglio comunale 15 e 16 dicembre 2009 - ... LA DIFFERENZA CHE FA LA SOSTANZA



Il consiglio comunale è cominciato con un intervento del Presidente del consiglio Favre (UV) col quale solidarizzava col Presidente del Consiglio Berlusconi per l’attentato subito e metteva in rilievo come la politica con i suoi toni poteva essere la causa di quanto accaduto. Riportava quasi pedissequamente il comunicato del PDL. Alla sua esternazione si è aggiunta quella del rappresentante della destra il Consigliere comunale Vierin che stigmatizzava come l’odio scatenato dalle opposizioni poteva aver armato la mano del folle.
Per fortuna è intervenuto Davide Bionaz (Val d’Aoste Vive) che ha proposto come mozione d’ordine un minuto di silenzio per il quarantennale della strage di Piazza Fontana a Brescia. Un vero grave fatto di terrorismo. Ne nasce uno scambio di battute tra Bionaz, Vierin e Favre. Nel mio intervento ho appoggiato la proposta di Bionaz e ho precisato che non si può paragonare l’atto di un folle con un attentato terroristico.
Risultato: si ottiene il minuto di silenzio e, fatto grave, Vierin esce vergognosamente dalla sala.

Consiglio comunale 15 e 16 dicembre 2009 - PISCINA COPERTA DI AOSTA

Potenziamento impianti per le attività in acqua

La mozione nasce dalla mancata risposta del sindaco ad un’altra mozione che chiedeva tra le altre cose il raddoppio ella piscina coperta di Aosta, i proprietà regionale ma gestita dal comune. Allora, il Sindaco mi disse che scelte di questo tipo venivano discusse e decise preventivamente con i Comuni della Plaine, probabilmente per evitare la costruzione di impianti inutili.
A distanza di mesi non sapendo più nulla presento una nuova mozione per sollecitare la risposta che il sindaco mi aveva promesso…

Intanto esce su La Stampa del 29-11-2009 (pag.61) il seguente articolo

L'opinione Enrico Martinet
L'EDIFICIO POLMONE VA DI MODA IN POLITICA

A forza di cibarsi di slogan, uno si lascia prendere dall'entusiasmo dell'effetto e butta li' il modo di dire del momento. Dopo le rotonde stradali ecco gli edifici polmone. Forse perche' sovente in politica si parla di scelte di «ampio respiro». Si e' cominciato con le scuole, adesso si chiede un «polmone» d'acqua, insomma una piscina temporanea in attesa che quella coperta di AOSTA venga rimessa a nuovo. La proposta e' stata lanciata da Valter Manazzale, di Rifondazione comunista. L'idea e' evidente: non priviamo i cittadini della piscina che sara' chiusa per forza, facciamone una di riserva. Chissa' quanto costera'? Poco importa, l'acqua per tuffarsi innanzi tutto. Si potrebbe obiettare che acqua e polmoni non vanno proprio d'accordo e che forse la proprieta', cioe' la Regione, potrebbe essere a corto di fiato per quanto riguarda AOSTA. E ci si potrebbe anche domandare che cosa ne possa pensare il Comune che di certo dovra' dare un parere perche' il territorio e' suo. Chi rischia di «annegare»? Ragionamenti che fanno parte di un «se», ovvio. Sfugge la logica del «polmone» per ogni edificio. E' possibile che il consigliere, memore di quanti anni sono stati impiegati per riaprire la piscina scoperta, abbia voluto mettere le mani avanti. Tanto per proseguire nell'interpretazione di altrui intenzioni, forse ha pensato che nulla di piu' definitivo c'e' del provvisorio, cioe' del «polmone». E, allora, perche' non buttar li' una «piscina polmone» che poi magari resta, cosi' AOSTA ne avrebbe due? Domanda di riserva, tanto per stare nei quiz: ma non ci sarebbero altre priorita'?


CONS. COMUNALE 15 E 16 DICEMBRE 2009 PISCINA COPERTA DI AOSTA

Oggetto: Mozione di indirizzo del consigliere Valter Manazzale, affinché il Sindaco e gli assessori competenti si impegnino affinché si potenzino gli impianti per le attività in acqua (sportive, ludiche, turistiche e rieducative ) nel comune di Aosta.

MOZIONE DI INDIRIZZO


Vista la precedente mozione presentata dal gruppo sugli impianti per le attività in acqua (sportive, ludiche, turistiche e rieducative) nel territorio della città di Aosta ed alla luce della risposta del Sindaco che evidenziava, allora, la necessità di affrontare il tema degli impianti natatori con i comuni della Plaine in quanto la questione necessitava di una programmazione su un territorio più vasto;

visto l’approssimarsi della stagione fredda e la necessità per i sempre più numerosi amanti degli sport acquatici, di piscine coperte, ben attrezzate e capienti;

Visto che la piscina regionale coperta nonostante sia stata recentemente ristrutturata (rattoppi sul tetto?) non risponde più alle esigenze dell’utenza sempre più numerosa (vasche ridotte nel numero e nella capienza, docce e spogliatoi antiquati).

Vista la petizione “una piscina per tutti promossa dal delegato regionale della Federazione Italiana Nuoto che ha raccolto in poco tempo 500 firme;

Vista la facilità con cui le associazioni sportive del settore sono pronte ad abbandonare la Città di Aosta se ne hanno l‘occasione come stava per succedere in occasione della costruzione dell’area sportiva di Saint-Christophe;

Vista la concorrenza di altri centri per le attività in acqua come la bella piscina di Variney con centro benessere recentemente inaugurata dalla comunità montana Gran Combin o come la piscina privata presso l’hotel Etoile du Nord a Sarre per non parlare di piscine situate in comuni più distanti, ma sempre in grado di attirare anche l’utenza della Città di Aosta come Saint-Vincent e Pré-Saint-Didier.

Visto i rischi che la Città di Aosta perda in un futuro prossimo il suo ruolo di capoluogo o come dice qualcuno di capitale della Regione per il continuo decentramento di attività culturali, di servizio e varie

Visto l’importanza che il nuoto riveste al pari delle altre discipline sportive ed anche per il turismo e il tempo libero

il Consiglio comunale
chiede
al Sindaco e alla Giunta comunale

• Se è stata affrontata o di affrontare una discussione in ambito dei comuni della Plaine sulla necessità della costruzione di altri impianti per l’acquaticità;
• di verificare con l’amministrazione regionale la possibilità di ristrutturare la piscina coperta e di ampliare la stessa costruendo, con un accordo di programma (Regione, comune di Aosta e Aosta Nuoto?), in parallelo, un secondo corpo, gemello, per raddoppiare il numero delle vasche oggi attualmente disponibili.


La risposta non mi è stata data dall’Assessore competente, Cossard, che ne sa anche meno di me; ma da alcune persone che seguono gli sport e le attività acquatiche e che, come potrete constatare, mettono in evidenza quanto fosse giusto porre le questioni riportate dalle mie mozioni:

la piscina coperta di Aosta è stata costruita negli anni ’70 quando gli utenti erano in numero limitato.
La vasca principale, oggi, è suddivisa in cinque corsie: tre gestite dalle associazioni sportive che seguono circa trecento persone tra ragazzini e adulti, tra agonismo e non, una è gestita dal gestore per l’organizzazione di sue attività e la quarta è quella dedicata al pubblico che frequenta la piscina per diletto.
A questa vasca, bisogna aggiungere quella per le persone che devono fare fisioterapia e quella per i più piccoli.
I corsi delle associazioni potrebbero coinvolgere un numero molto più alto di utenti ma gli spazi sono quelli che sono e pertanto le associazioni devono cercare spazi in acqua anche in altre piscine per poter far fronte alle loro esigenze.
Tra le altre cose ho saputo che l’Amministrazione regionale, conscia della necessità di altri impianti per le attività acquatiche, ha deciso di costruire una piscina in un altro comune. Ma per limitare l’alto costo di gestione e per far fronte alla richiesta delle associazioni del nuoto, l’amministrazione regionale ha deciso di ampliare quella di Aosta.


IL FATTO NEGATIVO: A FRONTE DI UNA MOZIONE DELLA MINORANZA CHE METTE IN EVIDENZA UN PROBLEMA DELLA CITTA’ CHE L’AMMINISTRAZIONE REGIONALE E’ INTENZIONATA A RADDOPPIARE LA PISCINA COPERTA DI AOSTA, LA MAGGIORANZA NON È DISPONIBILE A VOTARE LA MOZIONE NONOSTANTE LA MIA DISPONIBILITA’ A MODIFICARLA. L’ASSESSORE COSSARD MI HA CHIESTO DI RITIRARLA.
COMPROMESSO: RITIRARE LA MOZIONE E PROPORRE UN TESTO CHE POSSA ESSERE ACCETTATO DALLA MAGGIORANZA PER POI PRESENTARLA NEL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE.

VEDREMO!!!

PS. Le informazioni e la risposta smentiscono la tesi dell’inutilità della mozione evidenziato dall’articolo di Martinet senza contare che le mie mozioni hanno sempre per oggetto il lavoro precario (INVA, dipendenti del comune i Aosta), il problema casa (case popolari, emergenza abitativa, caro fitti) e della vivibilità della città (servizi USL piscine).

lunedì 14 dicembre 2009

LETTERA DI PAOLO FERRERO



venerdì 11 dicembre 2009



Cara compagna, caro compagno,

il nostro Partito arriva da un periodo molto travagliato: sconfitte elettorali, scissioni, e da un oscuramento dell’informazione che ci ha quasi fatto sparire dai mass media.
In quest’ultimo anno abbiamo lavorato a ricostruire il partito. Per la prima volta dopo tanti anni siamo riusciti a darci una gestione interna unitaria, in cui tutte le le aree del partito collaborano, mentre parallelamente stiamo ricostruendo l’intervento politico esterno.
Lo abbiamo fatto in questi mesi ricostruendo il lavoro sociale del partito: a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori nelle lotte per la difesa del posto di lavoro, nel movimento dei precari, nelle battaglie ambientali e per l’acqua pubblica, con l’impegno nel terremoto e con la raccolta di firme per il referendum contro il lodo Alfano. Lo abbiamo fatto costruendo dal basso il partito sociale, nelle mille forme di aggregazione e di solidarietà vertenziale a cui abbiamo dato vita sui territori.

Lo facciamo oggi con l’impegno concreto nella costruzione della Federazione della Sinistra, un processo unitario che partirà ufficialmente il 5 dicembre a Roma. Vogliamo mettere fine a troppi anni in cui i comunisti e la sinistra di alternativa si sono continuamente divisi, facendoci perdere ogni credibilità. Vogliamo ripartire unendo le forze, per ridare credibilità alla costruzione di un polo politico di alternativa, dove far vivere il progetto della rifondazione comunista. Una proposta unitaria che chiudendo la stagione delle continue divisioni, ridia una speranza alla nostra gente.
Per fare tutto questo abbiamo bisogno di voi. Abbiamo bisogno di rivitalizzare Rifondazione Comunista e di renderla più forte. Non si tratta di un fatto testimoniale. La crisi capitalistica ha riaperto i giochi e oggi concretamente ci troviamo di fronte al rischio di una svolta a destra, di cui il berlusconismo è l’espressione peggiore, fatta di ingiustizie e di guerra tra poveri: una vera e propria crisi di civiltà in cui tutti guardano al futuro con paura, in cui i giovani sono immersi in una precarietà senza confini che toglie ogni speranza. Noi lavoriamo per una uscita da sinistra dalla crisi, basata su maggior giustizia sociale, sull’allargamento della democrazia e su una riconversione sociale ed ambientale dell’economia. Per costruire l’alternativa abbiamo bisogno di più lotte ma anche di un Partito della Rifondazione Comunista e di una Federazione della Sinistra più forte.
Per questo ti scrivo. Non è oggi il tempo di stare a guardare, è il tempo di dare una mano per ricostruire una sinistra degna di questo nome e una presenza dei comunisti forte e autorevole. Per questo ti propongo di iscriverti o re-iscriverti a Rifondazione; per ricostruire quel partito che ci ha fatto sperare e disperare ma di cui c’è, oggi più che mai, bisogno.

Un caro saluto,

Paolo Ferrero
Segretario nazionale PRC-Se

per iscriversi on-line: www.rifondazione.it
per info: organizzazione.prc@rifondazione.it

NASCE LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA




5 dicembre 2009 - Roma, Teatro Brancaccio

Federazione della Sinistra, si parte...


Al teatro Brancaccio di Roma, nasce ufficialmente il progetto federale della Sinistra italiana che parte dai Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Socialismo 2000 e Lavoro e Solidarietà. Un punto di partenza non un perimetro delimitato di forze in campo. La Federazione di partiti, associazioni e forze politiche che vuole colmare l'urgente vuoto di opposizione nel nostro Paese.

Millecinquecento posti, pochi per chi era venuto ad assistere al primo momento pubblico della nascente Federazione della Sinistra. C'erano i volti di anni di scissioni, di sconfitte e di errori, ma anche della voglia di ripartire. Al microfono si sono alternate esperienze politiche e di lotta. Cesare Salvi, di "Socialismo 2000" ha iniziato citando Enrico Berlinguer e la "questione morale". Un tema ripreso da molti per parlare non tanto delle inchieste della magistratura quanto della moralità e della passione politica che devono contraddistinguere la sinistra. «La centralità del lavoro è fondamentale per noi», ha sottolineato annunciando un referendum per l'abrogazione della legge 30.


Non solo lotta alla precarietà ma anche campagne contro il nucleare, la privatizzazione dell'acqua, la guerra: questi i punti su cui i promotori della federazione hanno unanimemente insistito. Tra le testimonianze dirette, drammatica quella di Barbara Della Vedova, da Novara, rappresentante della Rsu di Phonomedia del gruppo Omega. Un call center incluso in un sistema di scatole cinesi che ha permesso ai padroni di godere di incentivi e contributi statali e in cui i lavoratori non percepiscono il salario da mesi. Una storia pesante che ha portato alcuni a scelte disperate. «Omega è acronimo di Organo Mirato Eliminazione Grandi Aziende - ha amaramente ironizzato la giovane lavoratrice. Una truffa ai danni dello Stato e dei lavoratori in cui gli unici a starci vicini siete stati voi». Corde emotive forti ha toccato Massimo Rendina, presidente Anpi Lazio, richiamando al valore fondante dell'antifascismo e della resistenza. Andos Kyprianos, di Akel, formazione cipriota, ha insistito sulla necessità della lotta antimperialista: nel suo Paese un partito rivoluzionario è al governo. Lothar Bisky, presidente del Gue Ngl al Parlamento europeo e copresidente della Linke tedesca ha valorizzato la similitudine del processo in atto in Italia con quanto avvenuto nel 2003 in Germania. Ha utilizzato la metafora di un treno, per questo viaggio iniziato, con le porte sempre aperte e la disponibilità a rallentare per far salire chi vuole, ma chiuso per chi vuole fermarlo o riportarlo al punto di partenza. E ha parlato di un processo plurale e diffuso, sapendo bene che per ricostruire in Europa un blocco sociale di gramsciana memoria ci vorranno anni e anni di impegno. Anita Sonego, esponente del movimento Lgbtq, ha apprezzato che nel manifesto politico fondante della federazione, lavoro e patriarcato siano stati posti sullo stesso piano: «Eguaglianza e difesa delle differenze, capacità di accettare come i punti di vista possano essere diversi anche a partire dal fatto che si è uomo o donna, importanza di costruire luoghi in cui le persone si sentano a proprio agio, nella consapevolezza che il personale è politico, debbono essere le nostre coordinate», ha affermato. Gianni Fabbris, per "Altra agricoltura", ha raccontato con passione le lotte che stanno conducendo in questi giorni i contadini, la marcia dei trattori dalla Sicilia a Roma, e ha ricordato che per costruire la sinistra bisogna anche tornare nella merda delle stalle, accanto a chi sta vivendo lo strapotere della trasformazione del capitalismo agroalimentare. Dal Forum Ambientalista è giunto un allarme: l'urgenza di porre sotto critica radicale l'intero sistema di sviluppo, la necessità di guardare al mondo intero per cambiare il corso delle cose. «A Torino, pochi giorni fa c'è stata una manifestazione dei familiari delle vittime dell'amianto», ha ricordato Vittorio Agnoletto, «i media non ne hanno parlato. Nessuno li ha ricevuti, il governo li ignora e non vuole neanche dare risarcimenti». Agnoletto ha evocato i giorni di Genova in cui si sapeva parlare alle persone e i giorni delle battaglie pacifiste in cui si intercettava il sentimento popolare. Il diritto al sapere è stato rivendicato da Federica Fusillo, del movimento degli studenti, che ha posto l'accento sul nesso strutturale tra democrazia e formazione.
Hanno concluso gli altri tre leader politici della federazione: Gianpaolo Patta, di "Lavoro e Solidarietà" ha posto l'accento sulle scelte sbagliate del Pd, in equilibrio fra capitale e lavoro, mentre la stessa democrazia degli stati è condizionata dalle oligarchie finanziarie, ha parlato della classe operaia esclusa di fatto dalle istituzioni e dalla democrazia, ha delineato ancora il profilo anticapitalista e ambientalista che la sinistra deve assumere. «Bisogna realizzare un programma alto, rilanciando il ruolo pubblico nell'economia e la necessità di rendere pubbliche le banche», ha sintetizzato. «Ai lavoratori che votano Lega bisogna far capire che i loro soldi finiscono ai padroni e non agli immigrati». Il segretario del Pdci Oliviero Diliberto, in un intervento irrituale, ha insistito sulla necessità che la federazione sia solo una tappa verso il partito unico, ha invitato a rompere con prudenze, tatticismi e lentezze arcaiche e a fare invece ricerca, per capire bene come affrontare il capitalismo del nuovo millennio. «Tradizione e innovazione debbono coesistere e aiutarsi», ha insistito, «guardando avanti, rinnovando in maniera radicale i gruppi dirigenti». A chiudere l'assemblea, il segretario del Prc Paolo Ferrero è partito da una notizia: la morte di un lavoratore senegalese, ucciso a Biella dal padrone che non voleva pagarlo. «Oggi è questa l'Italia, anni fa sarebbe stata impensabile». E nel riconoscere il valore del simbolo della federazione, come retaggio della libertà conquistata nel '45, ha parlato del comunismo come di una continua e quotidiana capacità di reinventarsi. Ha risposto a Diliberto dicendo che la federazione è una ambizione più grande, quella di costruire uno spazio pubblico della sinistra in cui ci si possa confrontare e riconoscersi senza per questo ricominciare con le scissioni al primo incidente. Fronti ampi come in America Latina capaci di valorizzare ciò che si condivide e garantendo a tutti autonomia. Poi elementi di autocritica: «Abbiamo sbagliato a mediare su questioni come la guerra quando eravamo al governo», ha detto. «Su temi come questo non debbono più essere possibili cedimenti. E' una delle ragioni per cui siamo percepiti come coloro che dicono una cosa e ne fanno un'altra». Ferrero ha citato il regolamento provvisorio come elemento di democrazia reale, ha parlato di un percorso di necessario allargamento continuo, di questione morale e di democrazia dimezzata dal bipolarismo. Un bipolarismo che decide ciò che entra o meno nell'informazione. Ha definito la federazione come un processo che non offra solo rappresentanza ma permetta alle persone in carne ed ossa di essere protagoniste reali, soggetti e non oggetti. Protagonisti che non siano obbligati, come diceva Di Vittorio, a togliersi il cappello davanti ai padroni, o ai deputati della sinistra. E ha pronunciato i nomi dei tre grandi avversari a cui il bipolarismo italiano non sa opporsi: padroni, capitale e Vaticano. L'assemblea si è sciolta per permettere ai presenti di partecipare al NoBDay, ma c'è già una lista d appuntamenti che vedranno presente la federazione: il 12 dicembre a Milano contro il razzismo e il fascismo a 40anni dalla strage di Piazza Fontana e il sabato successivo a Villa San Giovanni per dire no al Ponte, agli affari loschi e ai danni ambientali che un'opera irrealizzabile rischia di procurare.

Stefano Galieni (Liberazione 6/12/2009)

giovedì 10 dicembre 2009

L'ACQUA E' UN BENE DI TUTTI






Nel corso degli anni abbiamo assistito a numerosi tentativi di privatizzare l'acqua, ricordiamo il tentativo del viceministro Lanzillotta, PD, durante il governo Prodi.
Il confronto all'interno delle forze della sinistra è stato aspro e per fortuna, grazie anche ai comunisti, si è riusciti a sventare questa scelta sventurata.

Oggi, il governo di centrodestra ha realizzato un colpo di mano: l'acqua rimane pubblica, ma la gestione deve essere affidata a enti, almeno misti, dove il privato deve essere il socio di maggioranza.

La motivazione alla base di questa scelta è la razionalizzazione delle spese e un migliore sfruttamento del bene acqua.

Nessuno ha valutato che la gestione privata degli acquedotti in Europa abbiamo dato risultati negativi sia sul lato dei costi per le popolazioni sia sul lato investimenti per migliorare la rete idrica.

L'obiettivo dei privati come sempre è quello di far cassa o meglio di far più utili senza guardare in faccia a nessuno.

Una storia vecchia che si ripete. Il sistema delle aziende miste dove la quota dei privati è maggioritaria o preponderante è stata usato in Africa per favorire la creazione e lo sviluppo degli acquedotti, ma il risultato è stato che i privati, gli unici con conoscenza e capitali, di fatto hanno acquisito e sfruttato la gestione degli impianti con lo stesso risultato: il massimo dei profitto per loro e costi alti per la popolazione.

Noi valdostani siamo fortunati, le nostre acque ci sono state date in gestione per 99 anni e il nostro sistema privilegia la gestione pubblica.

Ma sorge spontanea una domanda: quando l'Union Valdotaine si sarà lasciata incatenare dall'alleanza con il centrodestra siamo sicuri che riuscirà a mantenere questa ed altre prerogative?

domenica 6 dicembre 2009

CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 E 27 NOVEMBRE 2009





Premessa

Un gruppo di cittadini, molti dei quali hanno firmato le varie osservazioni sul PUD di Viale F. Chabod, si sono incontrati il giorno prima del Consiglio Comunale con alcuni consiglieri:
Jeannette Fosson, (UV, maggioranza) Davide Bionaz, Iris Moranti (Aoste Vive, minoranza) e il sottoscritto.
L’iniziativa aveva il compito di fare sintesi su quanto accaduto (Fosson). Davide Bionaz ha risposto anche alle domande tecniche dei cittadini mettendo in evidenza che oramai i giochi erano fatti e che non era più possibile intervenire per bloccare il progetto.
Io ho messo in evidenza che gli alloggi del previsti dal PUD non erano certo per i cittadini con redditi medio/ bassi e non servivano sicuramente a superare la carenza di alloggi a canone basso (concordato).
Tutti abbiamo messo in evidenza che il comune non si è posto il problema di indirizzare, di “guidare” questo PUD del quale è cointeressato, verso un’azione di pubblica utilità.
A me è venuto in mente che avrebbero dovuto imporre alle ditte private interessate alla costruzione degli alloggi di venderne alcuni al Comune a prezzi più bassi per locarli a prezzi accessibili.
Durante la riunione è stata, inoltre, lanciata la proposta di creare un comitato di quartiere affinché possa vigilare la zona che nei prossimi anni sarà interessata da una serie di lavori e progetti che potrebbero stravolgerla.

Da queste riflessioni è nata l’idea di una mozione collegata alla delibera per l’approvazione del PUD che è poi stata condivisa dal gruppo di Aoste Vive.
Una provocazione, ma soprattutto un’accusa seria ad una giunta che non ha un minimo di iniziativa.

per terminare: il PUD è passatato nonostante l'opposizione dura dei consiglieri di minoranza e nonostante le forti accuse di Jeanette Fosson, consigliera dell'Union che ha dichiarato che dietro i prestanome, le aziende che hanno proposto il progetto, c'erano i soli "ignoti".
Valter Manazzale



Al Presidente
del Consiglio Comunale di Aosta



I sottoscritti consiglieri Valter Manazzale (PRC), Davide Bionaz, Elena Nitri e Iris Moranti (Aoste Vive) chiedono che sia inserita all’ordine del giorno la seguente mozione collegata al punto 6 della seduta deliberativa del Consiglio Comunale del 27 e 28 novembre 2009

Come tutti sanno in Valle d’Aosta e nella nostra città le case sfitte superano la media nazionale, e per sfitte si intende alloggi non affittati neanche ai turisti. Una situazione che non si è riusciti a modificare neanche con gli incentivi della riduzione dell’ICI.
Già questo mette in evidenza la gravità del problema casa ad Aosta: le case ci sono ma rimangono vuote.
La necessità dunque di trovare alloggi a prezzi più bassi è di primaria importanza e dovrebbe essere una delle priorità del Consiglio comunale, soprattutto in questi periodi di crisi dove molti perdono il lavoro e subiscono lo sfratto, ma dove molti che lavorano hanno difficoltà ad arrivare a fine mese e sono obbligati a tirare la cinghia per poter pagare il canone di affitto. Troppo alti per i loro stipendi o salari.
Il comune di Aosta ha recentemente verificato la situazione di emergenza abitativa con un bando di case popolari per l’assegnazione di 138 alloggi. Le domande accettate sono state più di 600, ma le persone che hanno ritirato i moduli circa 1300.
Questa situazione che come tutti sanno non è di facile soluzione, vede l’ente pubblico in prima fila per trovare sempre nuovi interventi per rendere il fenomeno meno grave: il contributo per pagare l’affitto; lo sconto del 30% sulla bolletta della luce.
Ma il problema rimane e diventa sempre più difficile fornire gli alloggi ai cittadini valdostani perché possano riscuotere un diritto fondamentale quello di una casa dove poter vivere con le loro famiglie.
A fronte di questa grave situazione che i colleghi consiglieri ben conoscono dobbiamo pensare a come reperire questi alloggi ben sapendo che gli spazi per costruire in Aosta sono sempre meno e l’area di cui parliamo è una di queste rarità


Il Consiglio comunale
impegna
il Sindaco e gli Assessori competenti


• ad acquistare parte degli alloggi (15/20) di cui al PUD di V.le Federico Chabod da assegnare come case a canone agevolato (vedi case del Quartiere Dora);
• a verificare la possibilità di intervenire sul progetto del PUD V.le Federico Chabod per richiedere alloggi la cui metratura sia quella necessaria a questo tipo di utenti;
• di utilizzare la somma ricavata dalla cessione delle proprietà del comune per l’adesione al PUD per pagare parte degli alloggi di cui sopra.

martedì 1 dicembre 2009

COMITATO PER UN OSPEDALE NUOVO



Comunicato stampa



Alcuni cittadini, che fanno riferimento al Comitato per un ospedale nuovo, hanno presentato la scorsa settimana alcune osservazioni riguardanti l’accordo di programma tra Regione e Comune di Aosta finalizzato a realizzare l’ampliamento ad est dell’ospedale U. Parini.

Tali osservazioni riguardano aspetti critici che dovrebbero essere chiariti in una fase propedeutica alla realizzazione del progetto, pena il rallentamento dei lavori in fase esecutiva e l’aumento incontrollato dei costi.

In particolare, con le loro osservazioni, questi cittadini e il Comitato chiedono di:

  1. definire la questione della chiusura o meno di Viale Ginevra, perchè da questa decisione dipende come sarà definita la struttura organizzativa dell’ospedale, ma anche il destino della città;
  2. scegliere il luogo di realizzazione del parcheggio provvisorio per il personale nella fase di allestimento dei cantieri;
  3. decidere prima dell’inizio dell’intervento come organizzare la viabilità non solo del quartiere, ma dell’intera città, sia nella (lunga) fase di esecuzione dei lavori, sia in quella di funzionamento a regime dell’ospedale.

Con queste osservazioni, e con le prossime iniziative, il Comitato intende esercitare il diritto a essere presente nei diversi momenti in cui vengono prese le decisioni, in quanto la realizzazione dell’ospedale è un’opera di grande interesse pubblico e sono di fondamentale importanza la partecipazione e il controllo dei cittadini sull’operato degli amministratori.