COMUNISTA(?)il blog di Valter Manazzale
- Rifondazione comunista e la Federazione della Sinistra in Valle d'Aosta e in Italia
analisi e riflessioni
domenica 25 ottobre 2009
OSPEDALE
Nella seduta monotematica del Consiglio Comunale dedicata all’accordo di programma per la realizzazione del presidio unico ospedaliero regionale Umberto Parini le opposizioni hanno presentato una serie di emendamenti e tre mozioni collegate che avevano, a parte l’ultima, un obiettivo dichiarato più volte durante il dibattito:
Obbligare la Giunta comunale a riflettere sulle conseguenze di alcune scelte soprattutto per i disagi sugli abitanti della zona, ad attendere i risultati dello studio del gruppo di esperti incaricato di redigere il piano di traffico urbano, di verificare gli spazi dove creare i parcheggi necessari agli operatori ospedalieri e agli utenti prima di approvare l’accordo.
Certo questo avrebbe allungato i tempi di realizzazione dell’accordo, ma non sarebbero stati di molto superiori a quelli previsti dal cronoprogramma che prevede il primo scavo nel 2013 (dichiarazioni dell’Assessore regionale alla Sanità Lanièce) e il termine dei lavori in sei anni.
Naturalmente abbiamo presentato un mozione che indicava anche la nostra posizione politica:
Noi vogliamo un ospedale nuovo situato fuori della città di Aosta, collegato con navette. E l’ospedale trasformato in ambulatori, laboratori e centro per interventi in day hospital.
Un ultima riflessione: le opposizioni hanno presentato le mozioni con la denominazione unitaria “Insieme per Aosta” speriamo che questo rappresenti la voglia di unità per le elezioni comunali del 2010
Pubblichiamo la mozione principale e i dispositivi deliberativi delle altre due:
Egr. Sig. Presidente
del Consiglio comunale
I sottoscritti consiglieri comunali della coalizione “Insieme per Aosta” le chiedono di mettere in discussione la seguente mozione collegata alla proposta di deliberazione n. 107404 relativa all’accordo di programma per la realizzazione del presidio unico ospedaliero regionale Umberto Parini.
CONSIDERATO che lo studio di fattibilità per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’ospedale Parini di viale Ginevra, proposto nel 2004 dall’Assessore A. Fosson, ipotizzava la creazione di un organismo edilizio e funzionale in grado di risolvere tutte le problematiche sanitarie ed urbanistiche, in un ambito territoriale ben delimitato, denominato “cittadella della salute”;
VERIFICATO che, mentre si configurava un ampliamento fuori scala con tante e tali criticità da rendere quel complesso ospedaliero un corpo estraneo rispetto al contesto urbano, esso aveva l’ambizione di svolgere un ruolo significativo nei confronti della città proponendosi, con eccessiva enfasi ma con tanto orgoglio, come una rinnovata “Porta nord” di Aosta, dotata di contenuti ad alto valore simbolico e in grado di proporre alla città nuovi spazi strategici di sosta veicolare;
RIMARCATO che quell'ipotesi progettuale, pur presentando ad un attento esame evidenti difetti, tuttavia disponeva di una marcata organicità e di una innegabile coerenza;
CONSTATATO, per contro, che il nuovo studio urbanistico (che parrebbe integrare e modificare alcuni aspetti non secondari dell’impianto dell’originario studio di fattibilità, nel tentativo di ammortizzare gli effetti indotti sul contesto urbano limitrofo e sull’intera città) contiene elementi di forte contraddizione con l’impianto filosofico-concettuale a base della progettazione “Fosson” e genera il pericoloso ribaltamento sulla città di problematiche urbanistiche e di viabilità;
CONSTATATO INOLTRE che l'approfondimento non considera minimamente gli effetti derivanti dalla presenza di una nuova struttura ospedaliera para-pubblica di recente ultimazione che si prefigura come sostitutiva ed integrativa di servizi oggi svolti dalla struttura ospedaliera pubblica, sia in termini di riduzione del carico urbanistico sia in termini organizzativi generali;
VERIFICATO che quest'ultimo allegato contiene la risoluzione di molte criticità con ipotesi realizzative tra loro alternative e contraddittorie e in taluni casi, rimanda addirittura ad altri successivi approfondimenti, in fase di elaborazione da parte di soggetti terzi;
ATTESO che, in conseguenza di queste incerte determinazioni, l’Accordo di programma risulta, in più punti fondamentali, assai vago ed impreciso;
CONSIDERATO che un Accordo di programma che costituisce, a norma della Legge Regionale 11/1998, una forma di deroga allo strumento urbanistico (divenendo perciò norma a cui rifarsi per le progettazioni tecniche successive) deve disporre al suo interno di contenuti certi e di indirizzi precisi;
VERIFICATO che i contenuti dello studio a supporto dell’Accordo di programma e di conseguenza il testo oggetto di deliberazione non solo non indicano le localizzazioni delle aree di sosta integrative e/o sostitutive e provvisorie, di cui evidenziano la necessità, ma neppure considerano gli impatti derivanti dal cantiere né indicano le misure cautelative da adottare per la localizzazione né, ancora, suggeriscono le modalità di realizzazione delle aree di sosta per i mezzi d’opera e per gli addetti, per lo stoccaggio dei materiali e per le lavorazioni da eseguirsi in prossimità del cantiere;
CONSIDERATO infine che costituisce motivo di annullamento dell’efficacia normativa il fatto che non vengano indicate con precisione le aree di sosta accessorie, provvisorie e definitive, né come, quando e con quali e quanti soldi si intenda procedere alla mitigazione degli impatti sulla mobilità urbana che questo evento produce e che tale grado di indeterminatezza non può valere per questo atto che, a tutela di tutti i sottoscrittori dell’Accordo, deve definire con precisione ambiti, contenuti, vincoli e deroghe,
IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA
il Sindaco a non procedere alla definitiva sottoscrizione dell’Accordo di programma prima di aver preso conoscenza delle risultanze degli studi preliminari del P.G.U.T. e senza aver prima concordato con l’Amministrazione Regionale l’individuazione precisa delle aree interessate dall’evento esterne all’ambito dello studio di fattibilità, previa approvazione della relativa cartografia in Consiglio comunale.
IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA
Il Sindaco a farsi promotore di una iniziativa consiliare che individui le modalità di gara più idonee a concretizzare un’opera che risulti significativa per l’immagine della Città.
Aosta, 13 ottobre 2009
IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA
il Sindaco a istituire una commissione intercomunale composta da amministratori e tecnici rappresentanti i comuni della Plaine, da amministratori e tecnici regionali, da dirigenti della Azienda USL e da tecnici consulenti di comprovata esperienza, per valutare la possibilità di realizzare un nuovo complesso ospedaliero che, realizzato per lotti funzionali, sia già nel breve periodo in grado di interpolare le proprie funzioni con la struttura esistente per divenirne via via sostitutiva, con l’obiettivo finale di accorpare in una unica sede le funzioni svolte dai vari complessi di cura, che abbia dimensioni coerenti con le odierne aspettative in merito alle tipologie di intervento e di cura e che sia parte organica di un piano sanitario elaborato su di un modello di assistenza decentrata.
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